Azienda indipendente, specializzata nel comparto componentistica HVAC (Heating, Ventilation, Air Conditioning), Tecnosystemi è un gioiello del made in Italy. Fondata nel 1992 a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, da Anna Munari e Giorgio Rigoni, moglie e marito, che ora ricoprono le cariche, rispettivamente, di Amministratore Delegato e di Presidente e Direttore Commerciale, nel corso degli anni, Tecnosystemi ha fatto registrare un importante sviluppo fino a raggiungere un fatturato di 56 milioni di euro (2024), una presenza commerciale in oltre 50 Paesi di tutto il mondo e 190 dipendenti.
Quando la logistica sostiene la crescita
Per Tecnosystemi, la logistica è un’attività centrale per poter assicurare alti livelli di servizio ed è per questo che è stata, nel tempo, oggetto di importanti investimenti. “Il livello di servizio è il primo prodotto che l’azienda vende. In un mercato come il nostro, dove tutto è molto veloce e immediato, è fondamentale mantenere gli standard più elevati nell’evasione degli ordini. Ecco perché investiamo tanto negli stock e nella definizione delle logiche del magazzino automatico. Il servizio efficiente è quello che ci contraddistingue e che ci ha permesso di essere un riferimento sia nel mercato italiano che internazionale. Il servizio è per noi fondamentale quanto la qualità del prodotto.
La nostra realtà”, riprende a raccontare Christian De Mar, Direttore Operations Tecnosystemi, “si può configurare come l’insieme di tante aziende manifatturiere in un’azienda sola. La nostra offerta è infatti articolata in numerose linee e a volte anche i clienti faticano a credere come possiamo realizzare internamente al 100% una produzione così variegata. In questi trent’anni, l’organizzazione logistica ha seguito e affiancato la crescita dell’azienda, sostenendone lo sviluppo in funzione delle sempre nuove esigenze, via via che si manifestavano.
Fino a tre anni fa”, prosegue De Mar, “l’intera produzione e il magazzino automatico coesistevano in un unico stabilimento, che noi chiamiamo Plant 1, che si estende su una superficie totale di 29 mila metri quadri. In questo stabilimento produciamo componenti plastici attraverso stampaggio a iniezione e estrusione, procedendo poi al montaggio e assemblaggio a banco e al confezionamento automatico. Poi, nel 2023, è nato Plant 2, sempre con produzione e magazzino abbinati, con una superficie di 12 mila metri quadri, dove si svolgono stampaggio gomma, coibentazione rame, taglio laser, piega lamiera, assemblaggio e confezionamento automatico. Infine, l’anno scorso, è stato aperto Plant 3, 4.500 metri quadri, per la lavorazione della lamiera. In questo processo, abbiamo sempre dedicato la massima attenzione alle risorse umane, che devono esser messe in condizione di lavorare nelle condizioni migliori: nel magazzino le attività manuali sono limitate al minimo indispensabile”.
Processi efficienti ed integrati
L’efficienza lungo la supply chain è assicurata da visibilità e integrazione tra le differenti funzioni. Come è organizzato il procurement in Tecnosystemi? “È gestito da un procurement manager che segue gli acquisti strategici, in particolare commodity e materie prime. Noi consumiamo una quantità molto alta di materia plastica per lo stampaggio delle nostre linee di prodotto, così come metalli quali ferro, alluminio e rame. Quindi si analizza e definisce la possibile domanda, tenendo conto dei forecast dei clienti, pianificando sia l’ingresso delle merci sia la produzione, muovendoci in quella che è la filiera classica della catena del valore all’interno dell’azienda. È un sistema rodato ormai da diversi anni che funziona bene.
Disponiamo di software verticali per la pianificazione, come Cyberplan”, aggiunge De Mar, “che ci permettono di formulare ipotesi e scenari alternativi in base alle possibili variazioni del mercato. Una realtà complessa come la nostra, peraltro, lavora anche a stock: quindi noi lavoriamo per dare il pronto magazzino ai nostri clienti. Chiaramente, c’è un costante e continuo allineamento tra i vari comparti aziendali: procurement, supply chain, pianificazione, produzione. Ogni anno, infatti, le dinamiche cambiano per effetto di incentivi statali o meno (come nel fotovoltaico), bonus, conto termico. Quindi occorre essere sempre pronti a orientare la produzione in magazzino sulla base di quello che il mercato chiede, non solo Italia ma anche all’estero. Oggi le esportazioni rappresentano per noi una quota del 30%. Si tratta di un dato in crescita: qualche anno fa era molto inferiore”.
Volumi in crescita, complessità di contesto crescente e orizzonti operativi sempre più ampi. Com’è cambiata, in risposta, la rete distributiva? “Ci serviamo di una rete vendita di agenti plurimandatari. Nel corso degli anni”, precisa De Mar, “abbiamo creato uno zoccolo duro di agenzie ormai storiche, che si propongono sul mercato italiano al massimo livello. Abbiamo poi capi area interni, con le rispettive aree di competenza, con il compito di monitorare e supportare l’attività delle agenzie, cercando di cogliere qualche opportunità in più”.
Giorgio Vizioli
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Dicembre 2025 de Il Giornale della Logistica







