La distribuzione è oggi uno dei terreni di gioco più sfidanti per trasporto e logistica perché qui si concentrano numerosi elementi di complessità che hanno un impatto diretto sulla qualità del servizio e sulla percezione di esso sul cliente finale, con un riverbero importante lungo l’intera catena logistica.
Dove risiedono le sfide più grandi è anche dove vi sono le migliori opportunità di creare valore: è per questo che Cargoful ha scelto di cimentarsi in questo campo. Chi è Cargoful lo lasciamo raccontare a Filippo Tamburini, CEO e Co-founder e a Erica Pezzica, COO e Co-founder: “Cargoful è una piattaforma software, basata su intelligenza artificiale, che permette di gestire e ottimizzare il trasporto, principalmente su strada. La nostra suite è concepita per gestire in modo ottimale il trasporto in ottica end-to-end, dall’ordine alla consegna, passando per le differenti fasi di pianificazione ed execution”.
Guardare la logistica e il trasporto con occhi nuovi
Cargoful è un’azienda anagraficamente giovane che patrimonializza dai professionisti che ne fanno parte, un’expertise importante nel settore. “Siamo nati nel 2020”, ci racconta Filippo Tamburini, “siamo partiti in quattro e in breve negli anni la squadra è cresciuta integrando nuove professionalità e competenze, portandoci ora a lavorare con aziende Enterprise in più di 15 stati internazionali e ad avere come soci importanti fondi di investimento ed università europei ed americani. Dei 4 soci, io e Erica abbiamo lavorato tanti anni in consulenza da McKinsey, dove abbiamo approfondito la parte di operations e logistica, con un angolo manageriale, di business e processi, mentre Cosmo Valentino, che è il nostro responsabile di prodotto e data science, ha maturato esperienza al MIT, dove si occupava proprio degli algoritmi di ottimizzazione di logistica, trasporti, routing e zonizzazione. Alessandro Salvetti, il quarto Co-founder di Cargoful – ha lavorato in Leonardo ed è oggi il nostro CTO: si occupa di tutta la parte di infrastruttura software e gestione dell’architettura, deployment e cloud”.
“Siamo partiti nel pieno della tempesta perfetta”, ricorda Erica Pezzica, “perché è stato proprio in quel momento, tra mille difficoltà, che è emersa con forza l’importanza strategica della logistica e del trasporto. Allo stesso tempo, si è reso evidente quanto il settore fosse ancora caratterizzato da forti inefficienze e quanto fosse cruciale superarle, soprattutto sul fronte della digitalizzazione e dell’ottimizzazione dei processi.
Quando è nata Cargoful, avevamo l’obiettivo di sviluppare soluzioni tecnologiche avanzate per migliorare pianificazione, programmazione e ottimizzazione. Il Covid, paradossalmente, è stato un potente acceleratore: le aziende hanno capito che era possibile fare molto, iniziando da progetti verticali di ottimizzazione ad alto impatto come primo passo concreto di un più ampio percorso di trasformazione e ripensamento generale.
La crisi indotta dal Covid ha reso ancora più urgente un’esigenza di cambiamento che nel settore era già presente. In parallelo, l’evoluzione e la progressiva democratizzazione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale e Machine Learning hanno creato il contesto ideale per progettare, sviluppare e implementare soluzioni software profondamente innovative e realmente accessibili”.
“Stiamo lavorando con un vantaggio competitivo, Si inserisce Tamburini, “grazie a una piattaforma software moderna, nativamente costruita sulle tecnologie più avanzate. Questo ci permette di offrire soluzioni innovative, capaci di generare un rendimento differenziale e misurabile per i nostri clienti.”.
Un approccio basato su innovazione e sinergie
I primi anni di attività di Cargoful sono guidati dal desiderio di innovare, portando al settore un nuovo approccio. “Abbiamo iniziato conducendo progetti pilota con aziende interessate a sperimentare un nuovo modo di lavorare e ad automatizzare alcuni dei loro processi interni, sfruttando rapidamente le opportunità offerte dalle nuove tecnologie di intelligenza artificiale” spiega Tamburini. “Questi piloti, spesso avviati con un perimetro limitato a un segmento specifico dell’operatività, evolvono poi in implementazioni su larga scala che abilitano l’ottimizzazione dell’intero processo di pianificazione. Oggi collaboriamo sia con aziende di trasporto sia con committenti, guidati di volta in volta dai diversi perimetri decisionali, perché per noi è fondamentale fornire software in grado di rafforzare la capacità decisionale dei vari nodi della supply chain. È proprio su questo che concentriamo i nostri sforzi: generare valore per l’intero ecosistema”.
Fin dai suoi esordi, Cargoful ha avuto l’opportunità di collaborare con realtà diverse, dalle PMI a grandi aziende multinazionali. Perché queste aziende hanno scelto una giovane start-up, preferendola a realtà più consolidate? Che cosa vi hanno visto che ha fatto la differenza? A rispondere è Francesco Lo Chiatto, Head of Sales di Cargoful che dopo aver maturato un’importante esperienza nel settore si è recentemente unito alla squadra: “La piattaforma Cargoful rappresenta, sicuramente, una soluzione innovativa che introduce un nuovo approccio nella sfida dell’ottimizzazione dei trasporti, ma sono convinto che a fare davvero la differenza sono le persone che hanno dato vita e portano avanti il progetto di Cargoful, nella loro capacità di ascolto e di mettere a terra soluzioni inedite e ad alto valore”.
“Quando incontriamo un’azienda che desidera intraprendere qualcosa di nuovo” spiega Erica Pezzica, “non arriviamo con soluzioni preconfezionate. Partiamo sempre dall’ascolto e dall’analisi delle esigenze specifiche e, spesso, configuriamo la nostra tecnologia in un progetto su misura che permetta al cliente di sperimentare e mettere a terra concretamente i benefici che un percorso di digitalizzazione può abilitare.
Portiamo un punto di vista diverso sui processi e abbiamo strumenti tecnologici pronti all’uso che fino a pochi anni fa erano impensabili: basti pensare all’intelligenza artificiale, al suo potere computazionale e alla capacità di supportare l’automazione dei processi e le scelte automatiche oggi possibili grazie agli agenti. Mantenere uno sguardo il più aperto possibile è la chiave per una vera ottimizzazione. Ad esempio, P&G – uno dei nostri clienti più importanti – ci ha contattato inizialmente per lavorare su un segmento molto ristretto e verticale; siamo partiti da lì e, in breve tempo, abbiamo esteso l’intervento a più ambiti, sviluppando insieme una soluzione che integrasse diversi processi”.
Valorizzare la professionalità
“Ciò che consente a Cargoful di lavorare su contesti differenti con grande reattività”, tiene a sottolineare Lo Chiatto, “è il fatto di disporre di una piattaforma molto flessibile, basata su un software AI-nativo, cloud e nativamente aperto a integrazioni. Ciò che oggi ci guida è sviluppare l’idea che Cargoful possa diventare una piattaforma che gestisca in maniera automatica tanti tipi di processi, quindi, non solo la parte di pianificazione – da cui siamo partiti – ma anche le attività a monte e valle, sfruttando le opportunità abilitate dagli agent che permettono di automatizzare tante azioni ripetitive. L’automazione di questo tipo di attività non ha solo un impatto positivo sul business, ma incrementa la qualità del lavoro degli operatori, incrementando e valorizzandone la professionalità e migliorando l’attrattività di certe mansioni. Un tema da non sottovalutare in un contesto come quello attuale dove il reperimento e la fidelizzazione del capitale umano è un elemento particolarmente critico.
Il nostro obiettivo non è offrire un software che si sostituisca alle persone, ma una soluzione che ottimizzando l’interazione uomo-macchina metta le persone nelle migliori condizioni per fare bene il proprio lavoro, così che ogni operatore possa essere più efficiente, veloce e confidente”.
“In questo percorso, l’intelligenza artificiale gioca un ruolo determinante, soprattutto perché esiste ancora un enorme potenziale da esprimere. Ma qual è lo use case in cui l’AI funziona meglio?” si interroga Pezzica. “A nostro avviso non esiste un unico ‘golden case’: esistono invece diverse applicazioni verticali che performano molto bene a seconda delle esigenze delle singole aziende, con un focus particolare sull’aumento dell’accuratezza e della velocità delle pianificazioni automatiche e sull’automazione dei processi. Grazie all’AI possiamo assegnare un target al software e chiedergli di individuare una soluzione efficace, rispettando requisiti, vincoli e variabili, e ottenendo risultati ‘error free’. Allo stesso tempo, la nostra piattaforma consente di costruire Workflows agent in modalità completamente no-code che, all’interno di determinati perimetri (‘guard-rails’), sono istruiti per eseguire autonomamente sequenze di azioni. Questo permette di alleggerire il carico di lavoro del personale e di concentrarlo su attività a maggior valore aggiunto”.
Francesca Saporiti
Estratto dell’articolo pubblicato completo nel numero di Dicembre 2025 de Il Giornale della Logistica








