Nella logistica, la visibilità della merce si costruisce lungo il percorso, ogni volta che un prodotto, una scatola o un pallet viene identificato, movimentato e affidato alla fase successiva. Ricevimento, stoccaggio, picking, imballaggio, pallettizzazione, carico e spedizione sono quindi momenti chiave: se un’etichetta non è leggibile, una scansione è errata o un dato viene inserito manualmente, la continuità delle informazioni può interrompersi.
Per questo TSC Auto ID considera l’identificazione come un elemento operativo che deve integrarsi con i sistemi già utilizzati dalle aziende logistiche, dal WMS all’ERP, contribuendo a rendere più coerenti i processi di track-and-trace.
Dalla stampa all’identificazione
“Il primo elemento è spesso l’etichetta. In un magazzino, una stampante deve produrre grandi quantità di etichette mantenendo una qualità costante, anche in condizioni operative intensive. Barcode leggibili, formati diversi e affidabilità nel tempo sono requisiti essenziali, soprattutto quando si tratta di etichette per colli, pallet e spedizioni” spiega Felice Colacicco, Territory Manager Italy di TSC.
TSC offre soluzioni per differenti esigenze industriali, dalla serie T8000, progettata per applicazioni intensive, alla T6000e, che può integrare funzionalità di verifica dei codici a barre. Per i processi che richiedono RFID, soluzioni come MB241 RFID e TH240 RFID permettono di combinare stampa e codifica dei tag all’interno del flusso operativo.
L’obiettivo non è semplicemente stampare un’etichetta, ma assicurarsi che l’identificazione fisica della merce possa essere collegata correttamente alle informazioni gestite dai sistemi logistici.
Barcode e RFID, in base al processo
Il barcode rimane una tecnologia fondamentale per identificare prodotti, scatole, pallet e spedizioni. L’RFID può invece essere utile in determinati processi, ad esempio per effettuare controlli di inventario, identificare asset o acquisire più articoli senza richiedere necessariamente una lettura a vista.
Nelle operazioni reali, le due tecnologie possono quindi convivere, insieme ai codici 2D, scegliendo quella più adatta in funzione del flusso, dell’ambiente e del livello di automazione richiesto.
Avvicinare i dati alla merce
Non tutti i passaggi avvengono davanti a una postazione fissa. Ricevimento, picking, inventario e carico richiedono spesso che gli operatori acquisiscano informazioni direttamente dove si trova la merce.
Qui entra in gioco il portafoglio TSC e Bluebird, che combina tecnologie di stampa mobile con computer e dispositivi mobili per la raccolta dei dati. L’identificazione può così seguire il movimento fisico della merce, collegandosi a WMS, ERP e ai sistemi logistici già presenti nell’azienda.
Questa integrazione è particolarmente importante perché la visibilità non nasce da un singolo dispositivo: è il risultato della continuità tra diversi eventi di identificazione e acquisizione dei dati.
Un’infrastruttura che può evolvere
Per le aziende logistiche, migliorare questi processi non significa necessariamente sostituire l’intera infrastruttura. È possibile intervenire progressivamente, aggiornando le tecnologie di stampa, introducendo RFID dove offre un vantaggio concreto o portando la raccolta dati in mobilità.
In quest’ottica, anche la modularità degli upgrade sul campo (in-field upgrades) rappresenta un elemento di valore, consentendo di aggiornare progressivamente le stampanti compatibili con funzionalità avanzate come RFID e ODV-2D, evitando la sostituzione completa dell’infrastruttura esistente e facilitando un’evoluzione graduale dell’ambiente di stampa.
“Dal ricevimento alla consegna, ogni passaggio conta. Con le tecnologie TSC Auto ID e Bluebird, l’identificazione diventa un livello operativo che collega stampa, acquisizione dei dati e sistemi logistici, aiutando le aziende a mantenere più coerente il flusso informativo lungo il percorso della merce” conclude Felice Colacicco.
Contenuto realizzato in collaborazione con TSC Auto ID
Per scoprire di più: TSC Auto ID





