La stampa di un’etichetta appare come il momento conclusivo di una serie di attività di magazzino, apponendo una sorta di sigillo all’intero processo. In realtà, però, la procedura di identificazione e marcatura ha un impatto sull’intera catena dell’informazione a monte e a valle e le soluzioni implementate per quest’attività determinano la qualità delle informazioni scambiate lungo la catena del valore, come ci ha raccontato Carlo Bulizza, Responsabile Marketing di SATO Italia, realtà specializzata in soluzioni combinate hardware e software di marcatura e identificazione.
Una questione d’etichetta
“Viviamo un contesto di mercato in forte trasformazione”, esordisce Bulizza, “plasmato da due macro-trend principali: da un lato la tecnologia evolve molto rapidamente, dall’altro cambiano gli attori del comparto. Negli ultimi anni, infatti, alcuni grandi player si sono sfilati dal settore dell’auto-id, focalizzandosi su altre specializzazioni, mentre altre realtà hanno cambiato assetto per strategie di aggregazione, merger&acquisition. Questo cambio di equilibri ha creato degli spazi di crescita per tutte quelle realtà che non puntano a un semplice ampliamento delle quote di mercato, ma vogliono creare valore con i propri clienti e partner. È questo, da sempre l’approccio di SATO che, in un settore che per lungo tempo ha percepito le stampanti come una commodity, come prodotti facilmente rimpiazzabili, si impegna a proporre non prodotti, ma sistemi di stampa fulcro di soluzioni complesse, in grado di rendere l’operatività quotidiana più semplice, efficace e sicura”.
All’interno degli ecosistemi tecnologici in cui vengono integrate. le stampanti SATO agiscono come “motore d’intelligenza poiché ciascuna macchina è dotata di due CPU: una vocata alle attività di stampa e una dedicata all’integrazione dei flussi informativi. A rendere intelligenti le nostre stampanti”, rivela Bulizza, “è l’AEP – Application Enabled Printing, la piattaforma software sviluppata da SATO che rende le nostre stampanti, degli strumenti altrimenti “passivi”, dei nodi di rete attivi. Normalmente, infatti, una stampante non è in grado di inviare o ricevere dei dati da un server remoto in autonomia, non può interpretare autonomamente le informazioni acquisite da uno scanner portatile per stampare un’etichetta di spedizione, non sa connettersi direttamente con i sistemi ERP o WMS per recuperare le informazioni che le servono per identificare un lotto da spedire. Al contrario, le nostre stampanti sono in grado di fare tutto questo e molto altro, oltre che, ovviamente, stampare”.
Più efficienza, intuitività e sicurezza
“In questo modo, le nostre soluzioni sono in grado di ottimizzare i sistemi dei nostri clienti. Sono tre”, sintetizza Bulizza, “i principali vantaggi implementabili: grazie all’adozione delle nostre soluzioni di stampa è possibile semplificare e rendere più efficace il lavoro degli operatori, aumentando al contempo la sicurezza”. In che modo? “L’ambiente di lavoro è più razionale e meno dispendioso, eliminando gli strumenti ridondanti come pc o tablet e semplificando i processi. In questo modo gli operatori sono più focalizzati e meno stressati, lavorando in sicurezza. Sicurezza che è incrementata anche da aspetti che possono apparire come secondari, ma che hanno invece un impatto importanti; si pensi, per esempio, alle nostre stampanti linerless: stampando etichette senza la necessità del tradizionale supporto di carta siliconata, non solo limitiamo gli sprechi con benefici dal punto di vista sia ambientale sia economico, ma eliminiamo dai magazzini quelle lunghe strisce di scarto – una persona sola può stampare fino a 2 km di etichette al giorno! – che potrebbero essere causa di disagi o incidenti.
Troppo a lungo, credo, si è sottovalutata l’importanza di assicurare agli operatori un ambiente di lavoro che metta le persone e le loro esigenze al centro, ma oggi sta diventando una priorità poiché non sta cambiando solo il modo di lavorare, ma stanno cambiando i lavoratori stessi. Il rinnovo generazionale sta stimolando un cambio di modello e il cambiamento non si può fermare. La logistica ha bisogno di contesti lavorativi dotati di soluzioni in grado di semplificare il lavoro così da portare efficienza e ottimizzazione di processi, guadagnando in sicurezza ed attrattività, ridicendo i tempi e i costi di inserimento e formazione del personale.
È quanto ci rimandano i nostri partner system integrator nel dialogo continuo che hanno con i clienti ed è, a mio avviso, l’unico approccio che ci può consentire dalle logiche di competizione basate sul mero prezzo per trovare una strada dove creare e condividere valore. L’Italia”, riconosce Bulizza, “sarà sempre un mercato price sensitive, ma a fare la guerra sui prezzi si diventa solo più poveri. E allora come si crea il valore di cui parliamo? Abbandonando l’approccio meramente quantitativo per focalizzarsi sullo sviluppo di soluzioni integrate chiavi in mano che possano combinare sostenibilità economica, ambientale e sociale.
Un impegno per la sostenibilità che prende avvio già dalle fasi progettuali, dove abbiamo cura di rendere sostenibile l’intero ciclo di vita dei nostri prodotti. Possiamo così dare un contributo al percorso di sostenibilità delle aziende, ma soprattutto possiamo rendere più sostenibile il lavoro delle persone. Per crea valore e trasmetterlo alle aziende clienti, però, è per noi fondamentale il lavoro dei nostri partner perché in ogni progetto è indispensabile partire da un’approfondita fase di analisi e dall’ascolto delle specifiche esigenze”.
Un’intelligenza che nasce dal dialogo
Parlando di innovazione tecnologica, non si può non porre una domanda sull’AI e la sua implementazione. In SATO che strategia state adottando? “Come già spiegato, le nostre stampanti basano la propria intelligenza sull’AEP. SATO è impegnata nello sviluppo della sua piattaforma per rendere l’utilizzo delle proprie soluzioni sempre più intuitivo e di rapida ed efficace integrazione.
Lato AI, ci saranno comunque interessanti novità, dal momento che a livello europeo SATO sta ampliando il proprio portfolio prodotti e l’orizzonte operativo. Risvolti interessanti nell’adozione dell’AI potranno arrivare anche sul fronte della manutenzione predittiva: già oggi il programma SOS – SATO Online Services permette di monitorare a distanza non solo il kilometraggio di stampa e le relative parti d’usura, ma tutte le componenti smart delle nostre macchine così da pianificare interventi di manutenzione che congiurino possibili anomalie o fermi. È un servizio che assicura reattività e continuità e rappresenta un’importante leva di fidelizzazione dei nostri clienti. Si tratta, infatti, di un’ulteriore occasione per dimostrare che le nostre soluzioni non sono semplici commodity, ma strumenti funzionali forniti da un partner che si impegna ogni giorno a dare qualcosa in più”.
Francesca Saporiti
Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di Novembre 2025 de Il Giornale della Logistica

