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Sei in:Home»Case History»Dino Corsini nel VGP Park Valsamoggia 2: il posto giusto per le merendine

Dino Corsini nel VGP Park Valsamoggia 2: il posto giusto per le merendine

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By RedazioneGdl on 22 Aprile 2025 Case History
 

Soddisfare una necessità attuale, guardando al futuro con lungimiranza. Con questa filosofia, Dino Corsini di Crespellano (Bologna), industria dolciaria da forno, da metà aprile  abita uno spazio di 3.500 metri quadrati nel nuovissimo VGP Park Valsamoggia 2, che sorge esattamente di fronte al quartier generale e produttivo dell’azienda dolciaria.

Il progetto di sviluppo in Italia e in Emilia-Romagna

Il VGP Park Valsamoggia 2 è composto da due immobili e fa parte di un progetto più ampio di espansione in Italia di VGP, società belga di sviluppo immobiliare. Con oltre 560mila metri quadrati di aree in proprietà, infatti, VGP Italy conta attualmente dieci business park, di cui cinque in Emilia Romagna (due a Parma e due a Valsamoggia), quattro in Lombardia e uno in Veneto.

 
 
Valentina Slavazzi, VGP Country Manager – Commercial di VGP Italy

“VGP continua a investire nell’area di Bologna, centro manifatturiero del Paese – commenta Valentina Slavazzi, VGP Country Manager – Commercial di VGP Italy -. Grazie al nuovo hub, VGP Italy si propone di consolidare un ruolo sempre più centrale in Emilia Romagna, affiancando le imprese e fornendo loro supporto attraverso servizi efficienti e di elevata qualità”.

“Grazie alla collaborazione e al supporto delle istituzioni locali, possiamo considerare il VGP Park Valsamoggia 2 un grande successo che rafforza la nostra presenza in una realtà dinamica che oggi ben conosciamo – aggiunge -. Obiettivo del Gruppo è continuare a investire in modo significativo per offrire ai nostri clienti uno standard di servizio sempre più efficiente con immobili sostenibili e funzionali, siti nelle vicinanze dei centri nevralgici produttivi del Paese”.

Il parco produttivo

Il VGP Park Valsamoggia 2 si estende su una superficie territoriale di 125 metri quadrati, di cui 42mila di verde pubblico e privato; non mancano parcheggi pubblici e piste ciclabili. L’area coperta è di 32mila metri quadrati, il polo è situato strategicamente a circa 15 chilometri dal centro abitato di Bologna e a un chilometro dall’uscita dell’autostrada A1.

“Il parco sorge all’interno di un’area con un’elevata presenza di comparti industriali e numerose eccellenze produttive italiane – rileva Slavazzi -. Il VGP Park Valsamoggia 2 è destinato a ospitare quattro attività produttive, tra cui Dino Corsini”.

Venti milioni di merendine all’anno

Jacopo Malacarne, CEO di Dino Corsini

Il core business di Dino Corsini è la produzione di merendine: “I nostri prodotti sono tutti da conservare a temperatura ambiente e sono ready to eat, in pratica si apre la confezione e si mangia la merendina – riassume l’Ing. Jacopo Malacarne, CEO di Dino Corsini -. Abbiamo cinque linee produttive, di cui una compartimentata e dedicata esclusivamente alla produzione del Senza Glutine,  ospitate nei nostri due siti a Valsamoggia, i quali si trovano l’uno di fronte all’altro, a separali c’è solo una strada privata”.

Considerando che il fatturato dell’azienda è di 31 milioni di euro, e che il valore medio del singolo prodotto è di 1,5 euro, significa che ogni anno Dino Corsini produce 20 milioni di confezioni, ciascuna delle quali contiene 6 mono-porzioni, per un totale di 120 milioni di merendine.

“Con questi volumi, le nostre linee sono automatizzate fin dalle prime fasi del processo produttivo – specifica Malacarne -. I singoli ingredienti, dunque farina, zucchero, uova, convergono in una planetaria, una sorta di mixer da 800 litri dotato di frusta. Le fasi successive prevedono la colatura dell’impasto negli stampi, a loro volta contenuti nelle teglie. Queste ultime entrano nei lunghi forni a tunnel – il più grande ha un ingombro di 28 metri – e li attraversano in 12 minuti. Al momento dell’uscita il prodotto è cotto e pertanto pronto per la fase di raffreddamento e di confezionamento. Il ciclo ha una durata di meno di due ore”.

Dino Corsini lavora perlopiù in contoterzi: “Abbiamo anche un nostro brand, ma si tratta più che altro di un marchio tattico. Il nostro core business è la marca del distributore, lavoriamo con tutte le catene italiane. Da un paio di anni abbiamo iniziato a esportare anche all’estero, poiché abbiamo riscontrato un grande successo del nostro pancake, che è un prodotto internazionale che piace anche fuori dai confini italiani”.

In pratica, quindi, Dino Corsini produce merendine per conto di altri marchi, in particolare per tutte le insegne della grande distribuzione, anche estera – Coop, Conad, Selex, Esselunga , Pam, Agorà  etc -, per tutti i grandi discount – quindi Lidl, Aldi, In’s, Eusrospin etc – e per alcune grandi industrie, per esempio Ferrero, Misura, Bauli e Galbusera, i quali si appoggiano all’azienda per la produzione di referenze meno strategiche rispetto al proprio core business.

Il raddoppio produttivo e la carenza di spazi

“Da cinque anni a questa parte la traiettoria di crescita dell’azienda è stata fortemente accelerata, tanto che il fatturato è raddoppiato – spiega il manager -. Pertanto abbiamo lavorato sulle nuove ricette, sulla spinta commerciale, e, soprattutto, sulle nuove linee produttive”.

Queste ultime sono state eseguite negli ultimi tre anni, i lavori sono terminati a dicembre 2024: “Gli spazi disponibili nei siti dell’azienda, circa 12.700 metri quadrati di superficie coperta, sono stati tutti occupati – rileva Malacarne -. E pertanto, abbiamo dovuto sacrificare il magazzino del prodotto finito che, a differenza della produzione, può essere esternalizzato”.

Il prodotto finito di Dino Corsini ha una shelf-life di 4-5 mesi e ha una rotazione molto alta, di fatto si produce su commessa. Il che significa che lo stock si fa solo per ragioni pratiche, per esempio nel caso – frequente – in cui un cliente ordina diverse tipologie di merendine. “Poiché non tutte vengono prodotte nello stesso giorno e alla stessa ora – argomenta il manager -, il prodotto già disponibile resta in attesa di essere spedito per 5-10 giorni. Il lead time del nostro magazzino è molto basso anche perché abbiamo dei vincoli contrattuali e quindi le spedizioni non possono essere rimandate”.

Dino Corsini, dunque, con la carenza degli spazi, è stata costretta a esternalizzare la logistica, ma non senza difficoltà: i due operatori a cui si è appoggiata si trovano infatti a 5 e 20 chilometri di distanza dalla sede dell’azienda.

“Il prodotto finito difficilmente viene spedito subito, quindi anche se per poco tempo deve transitare per il magazzino, il che comportava che una navetta facesse la spola tra il nostro sito produttivo e i magazzini logistici, con tempi incerti visto il traffico frequente sulla tangenziale di Bologna – ricorda Malacarne -. Da lì il prodotto veniva direttamente spedito al cliente”.

Non senza problemi: “La spedizione finale è infatti un’attività critica, perché è fonte di tanti errori. E l’esternalizzazione del magazzino ha portato all’innalzamento dei reclami, ed in alcuni casi anche alle penali che abbiamo dovuto pagare per errori di spedizione. Ci siamo dunque mossi per ri-internalizzare le attività logistiche, il che ci ha portato a rivolgersi a VGP Italy”.

Una vicinanza strategica

La costruzione del VGP Park Valsamoggia 2 si trova infatti proprio dall’altra parte della strada rispetto alla sede di Dino Corsini, nella via comunale via Lunga. “Nonostante il VGP Park Valsamoggia 2 sia a vocazione produttiva, abbiamo optato per occupare gli spazi, circa 3.500 metri, con il nostro magazzino di prodotto finito – racconta il manager -. L’espansione, infatti, per le aziende alimentari, è sempre molto difficoltosa, perché comporta la spostamento delle linee produttive e quindi lo stop della produzione, il che si traduce in disservizi al cliente”.

Emanuela Stifano

Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Aprile 2025 de Il Giornale della Logistica

 
Azienda dolciaria Dino Corsini Jacopo Malacarne Poli logistici Valentina Slavazzi Vgp VGP Park Valsamoggia 2

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