Con una rete che collega 25 Paesi europei, 23 hub e oltre 450 Concessionari, Palletways è oggi il principale network internazionale per il trasporto espresso di merce pallettizzata. In Italia, la società sta vivendo una fase di consolidamento: più stabilità rispetto agli anni passati, meno avvicendamenti tra i concessionari e una crescita che privilegia la solidità dei rapporti rispetto alla corsa ai volumi.
Nel 2024 il business ha registrato un miglioramento del 3% dei volumi rispetto all’anno precedente e per il 2025 si prevede un ulteriore +9%: questi alcuni dei dati presentati durante la Convention Palletways Italia 2025 a Riccione, un momento di confronto e di visione, in cui management e concessionari hanno tracciato la rotta per i prossimi anni. “Quando i volumi aumentano è naturale che la performance si assesti – spiega Massimiliano Peres, Managing Director di Palletways Italia -. L’importante è mantenere equilibrio e continuare a costruire relazioni solide con il network. Il nostro Gruppo ha una regia che consente ai concessionari di contare su una rete efficace e coordinata. Abbiamo attraversato stagioni complesse, ma oggi la parola chiave è stabilità. Il Network è più maturo, più consapevole e pronto a investire in qualità, digitalizzazione e collaborazione. Il futuro non si costruisce sui numeri, ma sul valore delle persone e dei servizi”.
Crescita sostenibile e stabilità della rete: questione di strategia
Competere sul prezzo non è, per Palletways Italia, una strada strategicamente percorribile. Ecco perché il Gruppo ha scelto di spostare il baricentro sul valore e sulla qualità del servizio. “Saremo sempre meno competitivi sul territorio se parliamo di prezzo – spiega Massimiliano Peres -. Meglio meno bancali, ma adeguatamente pagati con il giusto prezzo. Per essere un leader devi dare qualità, e devi necessariamente farla pagare”.
Ma la visione strategica di Palletways punta anche alla crescita sostenibile del Netwotk e alla stabilità dei rapporti, dove il successo del singolo passa attraverso l’efficienza dell’insieme dei Concessionari. Un modello che, come sottolinea Massimo Marciani, Presidente del Freight Leaders Council, “crea valore perché mette insieme primo e ultimo miglio in un’unica infrastruttura invisibile, ottimizza i carichi, riduce i chilometri a vuoto e migliora la sicurezza di autisti e cittadini”.
Le persone al centro
Esternalizzazione del personale è, spesso, ancora oggi un termine chiave del settore logistico. Non così per Palletways Italia, che dal 2017 ha scelto una strada diversa: quella dell’insourcing. In quell’anno, infatti, l’azienda ha iniziato ad assumere risorse internamente, passando già nel 2017 da 80 a più di 200 dipendenti ottenendo, inoltre, la certificazione UE “Investors in people”. “Gestire direttamente le risorse umane è complesso – ammette Massimiliano Peres -, ma ci ha permesso di costruire una squadra solida e allineata ai valori del gruppo”. In questo senso, Palletways Italia ha preso ispirazione dalle logiche del Gruppo a livello internazionale: essere parte di una multinazionale, infatti, consente di anticipare tendenze che in Italia arrivano con ritardo. “Quando mi chiedono: “perché Palletways?” rispondo: perché siamo un network internazionale e, allo stesso tempo, un supporto concreto e locale per la crescita dei nostri concessionari. A loro ripeto sempre: sfruttateci. È il nostro ruolo, esserci per loro.”
Nuovi standard: verso l’Europa
Palletways Italia punta da tempo a un obiettivo che esce dai confini di casa, e cioè portare la logistica nazionale ai livelli di efficienza e qualità richiesti dall’Europa. Per farlo, serve investire prima di tutto nella formazione e nella digitalizzazione. “Se vogliamo una logistica all’altezza degli standard europei, dobbiamo puntare su formazione continua, condivisione delle migliori pratiche e strumenti digitali comuni – ha detto Massimo Marciani -. Solo così gli operatori, grandi e piccoli, possono parlare la stessa lingua e adottare modelli evoluti, dal groupage strutturato alla pianificazione predittiva”.
La survey promossa dal Gruppo e la ricerca interna hanno permesso di individuare già oggi le aree di miglioramento su cui lavorare domani: revisione delle aree di distribuzione, incremento dei concessionari nelle zone più critiche, percorsi di formazione, audit e sistemi di bonus-malus per rafforzare la qualità complessiva. Parallelamente, la direzione commerciale punta a uno sviluppo equilibrato del network, per evitare crescite anomale e difficili poi da gestire.
Camilla Garavaglia
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Ottobre 2025 de Il Giornale della Logistica








