Sono trascorsi un paio di mesi da quando la Direzione Servizi Postali dell’AGCOM ha inviato una segnalazione formale al Governo per richiedere l’abolizione del fondo di compensazione degli oneri del servizio universale, istituito dall’articolo 10 del d.lgs. 261/99.
Assopostale, l’associazione che dal 2016 rappresenta gli operatori postali privati, accoglie con pieno favore e condivisione l’analisi e la presa di posizione di AGCOM. L’associazione, infatti, si schiera a fianco dell’Autorità, riconoscendo nella segnalazione un passaggio fondamentale per ripristinare i principi di trasparenza, non discriminazione e proporzionalità, pilastri imprescindibili per un mercato sano e funzionale.
Il punto di vista di Assopostale
Secondo l’Associazione, l’attuale configurazione del mercato postale italiano, fortemente sbilanciata con l’operatore storico che detiene oltre il 90% della corrispondenza, dimostra come il mantenimento del Fondo di Compensazione rappresenti un onere insostenibile per i player alternativi, soffocando la concorrenza e vanificando anni di sforzi verso una reale liberalizzazione.
“L’analisi svolta dalla Direzione Servizi Postali di AGCOM riflette appieno le preoccupazioni che Assopostale esprime da tempo”, ha dichiarato Valterio Castelli, Presidente di Assopostale. “Il permanere di un fondo di compensazione, in questo scenario, non solo acuirebbe le distorsioni esistenti, ma rappresenterebbe un ostacolo insormontabile per i piccoli e medi operatori. Tale costo aggiuntivo porterebbe decine di aziende fuori dal mercato. Ciò si tradurrebbe in gravi ripercussioni negative su concorrenza, qualità dei servizi, prezzi e, non da ultimo, sull’occupazione. L’abolizione di questo fondo, tramite un tempestivo emendamento al d.lgs. 261/1999, è l’unica strada per allineare l’Italia alla normativa europea e garantire un futuro di pluralismo e competitività nel settore postale”.
Inoltre Assopostale ritiene che sia fondamentale non ignorare il più ampio contesto della normativa comunitaria di riferimento, la quale pone un’attenzione particolare sugli aiuti di importanza minori concessi ad imprese che forniscono servizi di interesse economico generale.








