La logistica Life Sciences & Healthcare è oggi parte integrante della qualità del prodotto e della continuità terapeutica. Declinazione operativa di tale principio è il DHL Health Logistics Campus di Santa Palomba – 92 mila metri quadrati alle porte di Roma, di cui circa 30 mila coperti – uno dei cinque poli italiani di DHL Supply Chain dedicati alla sanità. Magazzini a temperatura controllata, automazione e sistemi di tracciabilità realizzano una sempre più attenta customizzazione del servizio e supportano una strategia nazionale orientata a integrare la logistica con i processi dell’industria farmaceutica.
Per comprendere il ruolo del polo logistico, occorre osservare insieme operatività e visione. Ci guidano in questo percorso Valentina Bruno, Site Manager del DHL Health Logistics Campus, che ne illustra organizzazione e tecnologie, e Gianni Piroddi, BU Director – Biopharma, Health & Beauty Care e Medical Devices di DHL Supply Chain Italia, che inserisce l’esperienza del Centro nella più ampia strategia Healthcare del Gruppo.
Alla scoperta dell’hub

“Una delle aree più recenti del sito, inaugurata all’inizio dell’anno – spiega Valentina Bruno -, è l’officina GMP, Good Manifacturing Practices, regolamentata e certificata da AIFA. L’autorizzazione rilasciata dall’Agenzia Italiana del Farmaco ci consente di effettuare tutte le attività di confezionamento secondario sui medicinali, sia che siano già in commercio, sia ancora in fase di sperimentazione” “L’area è completamente separata dal resto del magazzino”, precisa. “Accessi distinti, procedure di vestizione dedicate, sovrapressione, ricircolo continuo dell’aria e gestione controllata dei materiali garantiscono gli standard richiesti dalla normativa”.
Accanto alle tradizionali aree operative a temperatura ambiente, è stata realizzata una sezione in grado di funzionare costantemente tra 2 e 8 °C, che consente di effettuare attività anche su vaccini, insuline, farmaci oncologici e altri prodotti termosensibili. “Nel nostro caso – specifica Bruno -, il tempo fuori dai 2-8 gradi viene abbattuto completamente, perché sono solo due o tre i minuti di transito dalla cella di stoccaggio all’officina. Abbiamo tre celle frigorifere, per una capacità complessiva di circa 1.700 posti pallet. Anche il carico e lo scarico dei mezzi avvengono sempre a 2-8 gradi, per cui il prodotto non esce mai dalla propria temperatura di conservazione”.
Una soluzione che riduce drasticamente l’esposizione dei prodotti fuori dalla temperatura controllata e che consente di intervenire rapidamente anche su attività di riconfezionamento o personalizzazione: “Avere un’officina autorizzata in prossimità dello stoccaggio – aggiunge – significa limitare i navettaggi verso il sito produttivo e le doppie manipolazioni, per poter essere veloci, rapidi e flessibili”. Un dato restituisce meglio di molti numeri il ruolo svolto dal Campus romano: “L’anno scorso abbiamo gestito in celle come quelle descritte il 100% dei vaccini antinfluenzali distribuiti in Italia”.
DHL Supply Chain diventa dunque una vera estensione della fabbrica farmaceutica: “Le aziende clienti – continua Bruno – ci delegano lo stoccaggio, la preparazione, la distribuzione e, se serve, anche le attività secondarie. Possiamo realizzare l’ultima parte di customization della fabbrica, trasformandoci in una sua appendice”.
La continuità operativa del polo è garantita da sistemi ridondanti. “Ogni impianto dispone di due motori. Uno mantiene la temperatura, il secondo rappresenta il backup. Siamo dotati di allarmi continui che raggiungono il personale reperibile, pronto a intervenire efficacemente in caso di necessità”, assicura la Site Manager.
Anche la gestione della quarantena dei lotti segue la stessa logica. I prodotti possono essere trasferiti nei magazzini DHL ancora prima del rilascio commerciale, mentre il produttore completa le verifiche qualitative. Così, conferma, “quando il rilascio avviene, il farmaco può essere immediatamente disponibile per la distribuzione”.
Automazione e digitalizzazione
Se l’officina GMP racconta l’evoluzione dei servizi a valore aggiunto, il cuore operativo del campus mostra invece come automazione e digitalizzazione stiano trasformando il lavoro quotidiano, con l’obiettivo di aumentare efficienza e qualità senza sostituire il fattore umano.
“I robot collaborativi Locus – continua Valentina Bruno -, introdotti nel 2022 per supportare le attività di picking, svolgono le attività più pesanti e ripetitive, che riducono la produttività personale. Tutte le attività “intelligenti” continuano invece a essere svolte dall’operatore, che verifica la correttezza delle operazioni. Il sistema riceve gli ordini direttamente dal Warehouse Management System e organizza automaticamente le missioni, ottimizzando i percorsi in funzione dell’ubicazione dei prodotti e dei volumi da preparare”.
Un principio che si riflette anche sulla sicurezza dei lavoratori: le postazioni di picking sono separate dai percorsi dei carrelli elevatori, riducendo il rischio di interferenze fra mezzi e persone.
Il secondo pilastro della trasformazione digitale è la tracciabilità: DHL ha sviluppato un sistema basato sulla tecnologia RFID che accompagna ogni collo lungo l’intera filiera.
“Entro fine anno tutte le nostre etichette – spiega la Site Manager – saranno dotate di un tag RFID che consente una tracciabilità completa fino al livello del singolo collo. Ogni etichetta è univoca e ci permette di dare visibilità ai nostri clienti su tutte le fasi della filiera”. I portali RFID, leggendo automaticamente tutti i colli presenti sul pallet in pochi secondi, registrano automaticamente tutto ciò che viene caricato: “E’ così assicurata corrispondenza completa tra quanto preparato e quanto caricato, senza possibilità di errore”. “La stessa logica prosegue nella rete distributiva grazie a Eurodifarm – conclude – società del gruppo DHL dedicata al trasporto farmaceutico che ha installato la tecnologia RFID in tutti i propri siti”.
Il magazzino farmaceutico del futuro
L’evoluzione logistica nel settore risponde a una trasformazione profonda dell’industria farmaceutica. I produttori concentrano investimenti e competenze su ricerca, sviluppo e produzione, mentre affidano a operatori specializzati tutte le attività logistiche e di supporto.

Gianni Piroddi, BU Director Biopharma – Health & Beauty Care – Medical Devices di DHL Supply Chain Italia, sintetizza efficacemente questo cambiamento: “Il produttore oggi si specializza nell’oggetto della propria competenza e richiede alla logistica abilità specifiche, quali la gestione di sistemi informativi, previsionali, di analisi, di visibilità”.
L’evoluzione tecnologica è destinata a proseguire. “Il magazzino farmaceutico del futuro – spiega Piroddi – sarà sempre più automatizzato, connesso e predittivo. Vedremo una diffusione crescente di robotica collaborativa, sistemi di automazione avanzata, intelligenza artificiale e monitoraggio continuo delle condizioni ambientali. Ma soprattutto assisteremo all’evoluzione della logistica da “reattiva” a “predittiva”, capace di individuare anomalie prima che abbiano un impatto sul prodotto o sul paziente. Se dovessi scommettere su una tecnologia destinata a diventare lo standard del futuro, punterei sulla tracciabilità in tempo reale basata su RFID e sulla piena integrazione dei dati lungo tutta la supply chain. Siamo già oggi tra i pionieri di questa trasformazione. Tuttavia, la vera rivoluzione non sarà solo sapere dove si trova un prodotto in ogni istante, ma creare un ecosistema digitale completamente interconnesso in cui magazzino, trasporto, produttori, ospedali, grossisti e farmacie possano condividere informazioni in modo sicuro e standardizzato. È questa interoperabilità che permetterà di elevare ulteriormente i livelli di servizio sicurezza del paziente e della filiera farmaceutica”.
Elisabetta La Scala
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Settembre 2026 de Il Giornale della Logistica





