Quando due compagni di viaggio hanno compiuto insieme un lungo percorso, arrivando a conoscere nel corso del cammino le caratteristiche uniche l’uno dell’altro, vivendo insieme successi e affrontando sfide, condividono un bagaglio che va oltre l’esperienza, ma diventa un comune modo di vedere e approcciarsi al mondo che li circonda. Così è anche tra imprese che condividono un medesimo modo di porsi sul mercato e fare business come è tra Festa Logistics e Modulblok. “Sono convinto”, ci ha raccontato Adriano Festa, Amministratore Delegato di Festa Logistics, “che la forza di un’azienda risieda anche nella capacità di scegliere le realtà con cui collaborare”.
Lavoro di squadra lungo la supply chain
“Ho avviato l’attività nel 1988”, prosegue a raccontare Festa, “iniziando con servizi di puro trasporto. Fino al 2001 abbiamo mantenuto il focus sul trasporto, operando all’interno di un consorzio di autotrasportatori di cui per alcuni anni ho assunto la guida con le responsabilità di Presidente. All’inizio degli anni Duemila, però, ho deciso di uscirne perché nel tempo avevo sviluppato una visione diversa e ho iniziato a costruire il primo magazzino da 3.000 metri quadri a Montichiari (Brescia) perché ero convinto – e sono tuttora convinto – che nel nostro campo sia essenziale l’integrazione e la capacità di rispondere con flessibilità e professionalità alle differenti esigenze della committenza. Già con il primo magazzino è iniziata la nostra collaborazione con Modulblok. Il primo di una lunga serie: oggi Festa Logistics dispone di sei piattaforme logistiche tra Montichiari e Castenedolo, nella zona dell’Aereoporto di Brescia, per una superficie complessiva coperta di oltre 110.000 mq di magazzini.
Ogni progetto con Modulblok è frutto di un lavoro di squadra: conoscerci ci consente di tirare fuori il meglio dall’esperienza e dalle specifiche competenze che le nostre due realtà hanno sviluppato nel tempo con l’obiettivo di ottimizzare al massimo gli spazi di magazzino, combinando capacità e flessibilità di stock. Siamo in una fase di mercato piena di complessità ed incertezze dove anche il singolo posto pallet può fare la differenza.
Da fuori tutti i magazzini possono apparire uguali, si parte sempre da una “scatola”, ma il layout interno, le maglie, le strutture scelte, forniscono un valore distintivo a ogni progetto. Quando ancora siamo in fase “prato verde” i nostri ingegneri e quelli di Modulblok si confrontano e definiamo un layout di magazzino in base al tipo di materiale che dovremo gestire, alle specifiche esigenze di stoccaggio e movimentazione, alle lavorazioni e customizzazioni che andremo ad effettuare e solo quando ogni cosa è chiara e definita si inizia a costruire”.
“Credo che questo approccio racconti molto del modo di lavorare e di collaborare di Festa”, interviene Fausto Andreis, Area Manager di Modulblok, “ancora oggi sono davvero pochi gli imprenditori di logistica che prima di costruire un capannone progettano il layout interno. Nella maggior parte dei casi siamo chiamati a proporre soluzioni sia statiche sia di automazione in immobili che presentano forti condizionamenti dal punto di vista strutturale. Poter invece partire da un foglio bianco e da obiettivi chiari e condivisi fa tutta la differenza del mondo”.
Sfide e opportunità
“La vera sfida”, spiega Festa, “è riuscire a massimizzare la capacità di stoccaggio, mantenendo fluida l’operatività e soprattutto assicurando la massima flessibilità. Ogni nostro magazzino, infatti, nasce per rispondere alle esigenze di uno specifico cliente o settore, ma deve essere in grado di evolvere e trasformarsi per rispondere a cambiamenti a volte anche repentini e radicali.
Per fare un esempio, per tanti anni abbiamo gestito la logistica di un importante player europeo del settore “do it yourself” che aveva un’altissima quota di prodotti stagionali, diversissimi per dimensioni, peso ed esigenze di stoccaggio e movimentazione. Il magazzino deve sapersi adattare a ogni nuova esigenza. Con Modulblok, in base alle necessità dei diversi clienti, abbiamo attrezzato magazzini con scaffalature di diversa tipologia, spazi bulk, cantilever, drive-in… E se dobbiamo modificare il layout di magazzino e smontare e rimontare uno scaffale di 25 anni fa, otteniamo nuovamente una scaffalatura funzionale e sicura.
Negli ultimi anni abbiamo lavorato molto sulla diversificazione di servizi e di collaborazioni e ad oggi abbiamo un portfolio con circa 45 clienti sia in ambito contract logistics sia con progetti in-house. La flessibilità, quindi, è per noi fondamentale.
Una flessibilità che costruiamo giorno dopo giorno investendo sulle nostre persone, in digitalizzazione e ampliando gli spazi di magazzino. Un notevole salto evolutivo in questa direzione lo abbiamo compiuto tra il 2012 e il 2018 quando a Montichiari abbiamo sviluppato un polo logistico composto da 4 piattaforme per una superficie complessiva di 50.000 metri quadri.
Il progetto del nuovo magazzino di Castenedolo ha preso avvio tra il 2022 e il 2023. L’investimento è stato fatto in partnership con un importante fondo di investimento internazionale. Per la costruzione anche in questo caso sono state coinvolte realtà del territorio, aziende con cui abbiamo già collaborato in passato. Il rapporto di fiducia con i fornitori è per me fondamentale perché quando si realizza un progetto come questo è essenziale guardare al futuro e assicurarsi continuità, stabilendo una relazione positiva con le aziende che poi dovranno curare la manutenzione. Una fiducia che quando è ben riposta viene ripagata da impegno e dedizione: Modulblok ha iniziato a montare le scaffalature in magazzino non appena è stata completata la pavimentazione: in meno di quattro mesi siamo stati pronti ad operare nel nuovo magazzino da quasi 50mila posti pallet (49.700 posti pallet lungo 33 corsie)”.
Flessibilità operativa e ampiezza di visione
Il nuovo polo logistico di Festa Logistics a Castenedolo è gestito in ottica multicliente così da attuare sinergie che implementino sostenibilità economica, sociale e ambientale. “In passato siamo cresciuti con pochi grandi clienti”, ricorda per noi Festa, “ma abbiamo imparato a nostre spese quanto possa essere un rischio legarsi in modo totalizzante a un’unica realtà, soprattutto in un mercato fortemente instabile, dove ancora si guarda troppo al costo e non al valore di un servizio. Oggi, quindi, abbiamo fatto della diversificazione il nostro punto di forza. I flussi per un nostro cliente medio vanno attualmente dai 2.500 ai 12.000, massimo 17mila. Spaziamo un po’ in tutti i settori: dall’alimentare secco, all’automotive (moto), all’idrotermosanitario, all’arredo da esterni, componentistica industriale acquisendo commesse con differenti stagionalità così da riuscire a bilanciare i flussi e attutire picchi e flessi. Una strategia che non solo ci consente di bilanciare i rischi, ma anche e soprattutto di sviluppare esperienze e competenze da mettere a fattor comune per la crescita nostra e di tutti i nostri clienti. Chi viene da Festa vuole qualcosa di più di un puro servizio, vuole creare una partnership che gli assicuri la miglior gestione per i propri prodotti e la massima reattività nel rispondere a nuove esigenze o specifiche necessità”.
A livello di numeri questo impegno, si traduce nella gestione di circa 1.800 container in inbound all’anno. Integrando trasporto e logistica, Festa può contare su una flotta con una settantina di mezzi di proprietà e un centinaio rimorchi con i quali effettua distribuzione e raccolta 90% nazionale e 10% internazionale. “All’estero siamo focalizzati su Svizzera e Francia e lavoriamo anche con partner tedeschi a cui facciamo la distribuzione in Italia”.
Partnership basata su una cultura aziendale comune
La parola partnership è tornata più volte nei discorsi di Adriano Festa: è evidente che è una parola chiave per lui e per la sua azienda, così come lo è per Modulblok. “In un mercato ancora troppo legato alla questione prezzo, a fare davvero la differenza è la cultura aziendale. Quando è condivisa, basata sugli stessi valori fondanti, vi è vera collaborazione. Una vera partnership”, tiene a sottolineare Sara Savio, Marketing manager di Modulblok. “Il riscontro più importante che abbiamo con clienti come Festa, che non sono clienti ma partner, è nel riconoscere una medesima visione, una cultura aziendale che diventa un bagaglio da portare sempre con sé e che si accompagna a una certa etica aziendale, una propensione a salvaguardare aspetti che non sono misurabili con il prezzo”.
“Per me è oggi fondamentale scegliere le aziende con cui collaborare”, conferma Adriano Festa, “non solo come fornitori ma anche come clienti e committenti. Scegliere di collaborare con realtà con cui condividiamo una certa visione è indispensabile per rendere davvero sostenibile la nostra attività. Si pensi, per esempio, all’aumento del costo del lavoro negli ultimi anni e alla nostra scelta di non ricorrere più all’utilizzo di cooperative. Sicuramente è un momento delicato per il comparto della terziarizzazione logistica: alcune esperienze negative possono condizionare l’atteggiamento della committenza che in alcuni casi sceglie di “riportarsi in casa” la logistica, non tenendo conto delle difficoltà di gestione e dei costi nascosti che questa scelta comporta. Vi è poi un tema di scurezza: molto spesso internalizzando non ci sono spazi o risorse adatte, in alcuni casi mancano proprio i presupposti per il pieno rispetto delle regole. Tutt’altra cosa è potersi affidare a un partner specializzato: tutti i nostri magazzini sono dotati di scaffalature antisismiche e impianti sprinkler, sono monitorati e videosorvegliati, le operations sono tracciate digitalmente e svolte secondo protocolli certificati e il personale che vi opera è formato e aggiornato.
È su questi presupposti che vogliamo continuare a crescere, supportando i nostri clienti sia con nuovi progetti in-house là dove si creino i presupposti per farlo al meglio, sia continuando ad espandere gli spazi dedicati a progetti di logistica integrata. In questa direzione, abbiamo in previsione un nuovo magazzino nella zona di Cremona e abbiamo la possibilità di ulteriori sviluppi a Montichiari. In base alle esigenze che si presenteranno, stiamo valutando anche ulteriori investimenti in automazione, dove abbiamo già fatto esperienza con l’implementazione di un sistema AutoStore per un nostro cliente con flussi particolarmente complessi”.
Francesca Saporiti
Estratto dell’articolo pubblicato completo nel numero di maggio 2025 de Il Giornale della Logistica







