Il Premio di Risultato (PDR) è una somma di denaro, o altre utilità, che il datore di lavoro riconosce al lavoratore in aggiunta alla retribuzione ordinaria, quando l’azienda raggiunge determinati obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione. La finalità individuata dal legislatore è duplice: incentivare un legame reale tra il lavoro svolto e i risultati dell’impresa, e rendere questa componente retributiva più conveniente, sul piano fiscale e contributivo, rispetto alla retribuzione ordinaria. Nell’ultimo decennio si è affermato come una delle leve più utilizzate per collegare il costo del lavoro alla performance dell’impresa e incrementare il potere d’acquisto senza gravare sui costi fissi. Attorno a esso è stato costruito un regime fiscale di favore, più volte rimodulato fino ai correttivi della legge di bilancio 2026. Accanto alla componente monetaria, la legge consente una seconda via: la conversione, totale o parziale, del premio in beni e servizi di welfare aziendale.
Il ruolo della contrattazione di secondo livello
Il beneficio fiscale non è mai automatico: presuppone che il premio sia corrisposto in esecuzione di contratti collettivi aziendali o territoriali, depositati presso l’Ispettorato territoriale del lavoro competente, con dichiarazione di conformità ai requisiti del decreto interministeriale del 2016. La contrattazione di secondo livello ha un ruolo centrale: deve individuare indicatori misurabili e verificabili, definire il periodo di raffronto e le modalità di calcolo dell’incremento, evitando formulazioni generiche che l’Agenzia delle Entrate, in sede di controllo, potrebbe non ritenere idonee a dimostrare l’effettiva incrementalità. In assenza di un accordo aziendale, l’impresa può recepire un contratto collettivo territoriale di settore, soluzione diffusa nella logistica.
Premi di risultato e organizzazione del lavoro nella logistica
Il settore della logistica e dei trasporti ha caratteristiche che rendono il premio di risultato particolarmente significativo, ma anche tecnicamente impegnativo da costruire. L’attività si svolge su turni e i volumi cambiano molto in base al periodo dell’anno. Gli indicatori di produttività, redditività, qualità o efficienza devono considerare questa variabilità, altrimenti si rischia di premiare o penalizzare i lavoratori per fattori che non dipendono dal loro impegno. Il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione offre un quadro di riferimento utile, ma la definizione puntuale degli indicatori resta affidata alla contrattazione aziendale o territoriale.
Piani di welfare: alcuni esempi dal settore
Le imprese del comparto privilegiano pacchetti di welfare coerenti con le esigenze di una popolazione lavorativa impiegata prevalentemente in mansioni operative: assistenza sanitaria integrativa, spesso estesa ai familiari, per un personale esposto a un elevato carico fisico e a rischi infortunistici superiori alla media; servizi di conciliazione vita-lavoro, come rette scolastiche o supporto alla genitorialità, rilevanti in un settore con turni non sempre compatibili con gli orari familiari; contributi alla previdenza complementare, leva di fidelizzazione in un comparto segnato da elevato turnover.
Le novità della Legge di Bilancio 2026
L’aliquota sostitutiva, originariamente al 10%, era già stata ridotta al 5% per il 2023, confermata per il 2024 e prorogata per il triennio 2025-2027 dalla legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207). La legge di bilancio 2026 riduce ulteriormente l’aliquota all’1% per i premi erogati nel 2026 e nel 2027 ed eleva il tetto massimo di imponibile agevolabile da 3.000 a 5.000 euro lordi annui, a parità di condizioni di reddito del lavoratore. È un intervento che incide esclusivamente sul cuneo fiscale a carico del lavoratore.
La conversione in welfare aziendale: l’articolo 51 TUIR
Il welfare aziendale è l’insieme di beni, servizi e prestazioni che l’azienda mette a disposizione dei lavoratori per esigenze personali e familiari, in alternativa, totale o parziale, alla retribuzione in denaro. La contrattazione collettiva può prevedere, o il lavoratore può scegliere, la conversione totale o parziale del premio in welfare. Per la quota convertita, il meccanismo comporta l’esclusione dal reddito imponibile, senza imposta sostitutiva né contribuzione previdenziale, e la piena deducibilità del costo per l’impresa.
Un’opportunità e una sfida
Il quadro normativo dei premi di risultato, ridisegnato dalla legge di bilancio 2026 con l’aliquota all’1% e il tetto a 5.000 euro, conferma la centralità della retribuzione variabile come strumento di politica retributiva. Ma impone alle imprese, e a chi si occupa di giuslavoro e relazioni sindacali, una lettura aggiornata del rapporto tra premio in denaro e conversione in welfare, che non può più fondarsi sul confronto tra aliquote fiscali. Per le imprese della logistica la sfida resta duplice: costruire indicatori di produttività realmente rappresentativi di un’attività fortemente stagionale e organizzata su turni, e valorizzare il welfare come leva di stabilizzazione del personale.
- Lo studio GF Legal, con sede a Milano, Roma e Londra, opera da oltre 30 anni nell’ambito del diritto del lavoro e sindacale,
delle relazioni industriali, della contrattazione individuale e collettiva, del diritto commerciale e societario rivolgendosi a imprenditori, HR, enti e associazioni. Offre consulenze ad hoc, assicurando un’assistenza puntuale e precisa con soluzioni pragmatiche anche non convenzionali volte a evitare il contenzioso e sempre nel massimo rispetto della riservatezza del cliente.I founding partners sono:

L’Avvocato Mario Fusani, giuslavorista e arbitro in materia di diritto del lavoro e sindacale, è negoziatore e coordinatore per diversi rinnovi di CCNL nazionali, territoriali e aziendali di diverse categorie, operando in diversi settori, tra i quali Metalmeccanico, Commercio, TLC, Editoria, Logistica, Entertainment e Sociale.L’Avv. Cristina Gandolfi è esperta di diritto commerciale e societario sia a livello giudiziale che consulenziale, con particolare attenzione alla contrattualistica e alle
problematiche di natura societaria nell’interesse di società, associazioni, federazioni e ETS.
Segue imprese familiari, in particolare nelle fasi di trasformazione e di passaggi intergenerazionali. È Mediatore civile e commerciale/Mediatore Familiare/ Mediatore Aziendale.
Il sito di riferimento dello Studio è www.gflegal.it
Mario Fusani
Estratto dell’articolo pubblicato completo nel numero di Settembre 2026 de Il Giornale della Logistica





