Il mercato della logistica cresce, ma non come prima. I volumi si assestano, i costi restano alti, la pressione sulla sostenibilità aumenta. E intanto la tecnologia avanza a una velocità che molte aziende faticano a seguire. In questo scenario, capire dove sta andando davvero il settore – oltre i report, partendo dalle evidenze sul campo – è più importante che mai. Per questo abbiamo deciso di ascoltare e raccogliere la voce diretta e l’esperienza di chi lavora ogni giorno nel trasporto e nella distribuzione.
I temi sul tavolo
Alcuni trend sono già chiari. L’intelligenza artificiale non è più un argomento da convegno: nel 2026 entra nelle operazioni quotidiane, dalla pianificazione dei percorsi alla gestione delle eccezioni. La domanda non è più “se” adottarla, ma “quanto velocemente” e “con quali competenze interne”.
Il last mile rimane il nodo più critico: rappresenta oltre la metà dei costi di spedizione e la frammentazione delle reti di distribuzione urbana non accenna a diminuire. Micro-fulfillment, vettori multipli, finestre di consegna sempre più strette: la complessità operativa è ai massimi.
Ma c’è un tema che ci incuriosisce più degli altri: il ruolo umano nella logistica del futuro. Quando i software ottimizzano rotte, prevedono criticità e gestiscono la pianificazione in autonomia, cosa resta da fare alle persone? E soprattutto: cosa vorrebbero fare?
Rispondete alla nostra survey
Abbiamo preparato quattro domande. Bastano meno di due minuti per rispondere e far sentire la vostra voce. I risultati saranno elaborati dalla redazione e condivisi presto sulle nostre pagine.
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I dati raccolti saranno utilizzati esclusivamente a fini giornalistici e presentati in forma aggregata e anonima.








