Il Novara road hub FedEx è importante e strategico perché si trova nella posizione perfetta per servire rapidamente tutta l’area della cosiddetta “Blue Banana”, cioè la dorsale economica che da Milano arriva a Londra passando da città come Stoccarda, Zurigo e Bruxelles. Parola di Frédéric François, dal 2024 Vice President Ground Operations per Italia, Spagna e Portogallo di FedEx Express Europe, che ci ha accompagnati in un tour dell’hub novarese per fare un punto dopo due anni e mezzo dalla sua apertura. “Al di là dell’area della Blue Banana, se guardiamo il quadro più ampio, l’hub è un punto nevralgico per FedEx che opera in oltre 200 Paesi con milioni di spedizioni ogni giorno, via terra e via aerea – ha detto François -. In questo contesto, l’hub di Novara è posizionato in modo strategico anche verso il Mediterraneo e oltre”. Attivo dal gennaio 2023 a seguito di un investimento di 70 milioni di euro, il sito è diventato quasi subito, in effetti, uno degli asset più avanzati della rete europea di FedEx Express. L’hub sorge su un terreno di 210mila metri quadri, di cui 32mila coperti, suddivisi in due magazzini principali per la gestione separata di merci pesanti (freight) e pacchi (parcel). Il cuore dell’impianto è il sorter ad alta capacità, lungo 3,73 chilometri, in grado di trattare fino a 21.600 colli e 8.000 piccoli pacchi l’ora. Il magazzino merci può invece gestire fino a 4.000 spedizioni di grandi dimensioni ogni ora.
L’hub che non dorme mai
A orchestrare il tutto, come un grosso cervello, una control room centralizzata che regola i flussi in base alle priorità operative. I trailer in arrivo vengono assegnati a rampe o buche di carico a seconda della tipologia di carico. “In caso di carichi misti, diamo priorità al freight perché è più rapido da gestire, mentre i pacchi passano successivamente”, spiegano Marco Travaini e Roberto Battista, entrambi Operations Manager a Novara. Tornando all’area di sorting, qui ogni baia è dotata di monitor interattivi che si interfacciano con i codici a barre dei colli e con la regia centrale. Lo stato operativo di ogni baia è visibile in tempo reale: verde per attiva, giallo per “in attesa”, rosso per inattiva. Anche le fasi di carico e scarico sono ottimizzate: i sorter leggono su sei facce, eliminando il problema dell’orientamento manuale.
“Abbiamo progettato Novara come un aeroporto terrestre, con una fast lane che corre intorno all’intero sito per evitare interferenze tra i veicoli in ingresso e le operazioni logistiche”, aggiunge Travaini. “In una notte standard, gestiamo fino a 250 mezzi in arrivo, tra trasporto domestico e internazionale”.
A rendere possibile un’operatività così intensa è una forza lavoro di oltre 450 persone, selezionata attraverso un processo di recruiting attento alla diversità e all’inclusione: sono rappresentate 42 nazionalità diverse, con oltre il 23% di occupazione femminile. “Non possiamo parlare di efficienza se non mettiamo al centro il benessere delle persone – ha sottolineato François -. Sicuramente, abbiamo ancora ampi margini di miglioramento, ma a Novara – così abbiamo investito in aree relax, lavanderie, docce e spazi sicuri per i conducenti. Anche la sicurezza è gestita con criteri rigorosi. L’area yard è completamente separata dagli spazi operativi, e gli spostamenti tra i magazzini avvengono tramite ponti interni, evitando ogni contatto con i flussi dei veicoli. Abbiamo una regola molto chiara: safety first, sempre. Non è questione di burocrazia, ma di responsabilità verso le persone. E, anche se nessuno ha mai il coraggio di dirlo, anche di costi”.
Tecnologia e sostenibilità
E per quanto riguarda l’uso concreto dell’AI nei processi di tutti i giorni, a che punto è l’hub di Novara? È presto detto: “Uno degli elementi distintivi dell’hub è la capacità di integrare automazione e supervisione umana in ogni fase del processo – spiega ancora Frédéric François -. L’AI viene utilizzata per analizzare i movimenti degli operatori durante le fasi di carico, prevenire infortuni, monitorare i flussi e anticipare i colli di bottiglia. Grazie alla combinazione tra dati e presenza fisica sul campo, possiamo modificare la nostra strategia in tempo reale, a seconda delle condizioni del mercato o degli imprevisti esterni. Ad esempio, abbiamo la possibilità di spostare i volumi tra trasporto su gomma e trasporto aereo, cosa che pochi operatori al mondo possono fare”.
L’AI può servire anche a scegliere, in alcuni casi, la più sostenibile tra due soluzioni logistiche. Una possibilità importante per questo hub, progettato secondo i principi della certificazione LEED Gold proprio per generare un impatto più limitato possibile sul territorio e sull’ambiente. Tra gli elementi più significativi: uso di pannelli fotovoltaici, impiego di lampade ad alta efficienza, sistemi di raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione delle aree verdi e promozione della mobilità dolce (car-pooling, piste ciclabili, parcheggi per biciclette), oltre a soluzioni per il monitoraggio della qualità dell’aria interna, con sensori di CO₂ e filtri ad alte prestazioni. L’obiettivo dichiarato di Fedex, obiettivo di cui l’hub di Novara è un tassello fondamentale, è la carbon neutrality entro il 2040.
Camilla Garavaglia
Estratto dell’articolo pubblicato completo nel numero di Luglio-Agosto 2025 de Il Giornale della Logistica







