Arriva puntuale il XXIV Economic Outlook dell’Osservatorio Fedespedi a fotografare l’andamento del trasporto merci internazionale. I numeri chiave: nel 2024 in Italia il PIL è aumentato a prezzi costanti del +0,7%, l’inflazione è tornata stabilmente sotto il 2% a partire dalla fine del 2023 e la bilancia commerciale – ossia il saldo import/export – è tornata positiva, raggiungendo i 54,9 miliardi di euro anche grazie al calo dei prezzi dei prodotti energetici (petrolio e gas). Tuttavia, è in calo l’export (-0,4%), in particolare risulta evidente l’impatto negativo di situazioni di crisi che stanno attraversando alcuni dei principali Paesi verso cui esporta il nostro Paese, prima fra tutti la Germania (-4,2%), ma anche la Cina (-17,4% di import dall’Italia). Si registra una forte flessione anche sui flussi verso Paesi vicini quali Svizzera (-8,0%) e Austria (-11,9%).
La lettura di Alessandro Pitto, Presidente di Fedespedi: “stiamo assistendo a uno scenario economico in continua evoluzione a causa di diversi fattori geopolitici. Guardiamo con particolare attenzione alle trattative con gli USA che sono diventati nel 2024 il secondo mercato per l’export italiano, con un valore di 64,7 miliardi di euro, superando la Francia (62,3 mld di euro) e posizionandosi subito dopo la Germania (70 mld di euro), ma urge anche avviare una riflessione strategica su nuovi flussi commerciali e su nuove alleanze guardando con interesse al mercato del Nord Africa e valutando strumenti come l’accordo CETA con il Canada, che sta già generando benefici concreti. Inoltre, a livello di Paese, serve supportare la logistica e il commercio puntando a lavorare sull’efficienza del sistema infrastrutturale dei diversi comparti logistici e ad abbattere barriere sul piano burocratico”.
Il risiko del commercio
I dati raccolti da Fedespedi registrano a livello mondiale il protrarsi del trend in flessione degli scambi tra Stati Uniti e Cina, il cui peso sull’import statunitense è ulteriormente sceso, nel 2024, al 10,7% del totale. Diversa la situazione per quanto riguarda l’Unione Europea, per la quale la Cina rimane, dopo gli Stati Uniti, il partner principale, rappresentando mediamente il 20% circa delle importazioni. Dal lato dell’export, che vale nel 2024 il 9,2% del totale, si nota una progressiva flessione a partire dal 2020.
Shipping in ripresa
Dopo un periodo di sostanziale stabilità, il traffico mondiale di container nel 2024 ha segnato una decisa ripresa, con una crescita stimata intorno al 5%. Si stima che il traffico container globale (al netto delle attività di trasbordo e feeder) abbia superato i 183 milioni di TEU, con un aumento del 6,2% rispetto al 2023. Il Far East si è confermata l’area più dinamica in export (+11,4%), mentre il Nord America in import (+12,1%). In forte crescita anche gli scambi intra-europei (+7,9%).
I porti italiani nel 2024 hanno movimentato 11,9 milioni di TEU, con una crescita del +5,4% rispetto al 2023 – anno in cui era stata registrata una flessione del 2,2%. Tra i principali porti si segnalano le crescite di Genova (+2,2%), La Spezia (+8,7%) e Napoli (+8,5%). I porti censiti del Mediterraneo (non italiani) hanno movimentato complessivamente 50,2 milioni di TEU, con un incremento del 7,6% rispetto al 2023, con una forte crescita dei porti spagnoli di Valencia (+14,2%) e Barcellona (+15,5%), insieme a Tanger Med (+18,9%).
L’air cargo vola
Sulla base del report IATA (maggio 2024), la domanda di cargo aereo – espressa in tonnellate utili trasportate per i km percorsi – a luglio 2024 è aumentata del 13,6% rispetto allo stesso mese del 2023. Il 2024 ha registrato un significativo aumento dell’attività di cargo aereo in Italia, con una crescita del 15%. Milano Malpensa si conferma il principale scalo nazionale, movimentando il 58,6% del traffico nazionale aereo e registrando una ripresa dell’+8,9%. In forte crescita anche Roma FCO (+43,0%), Bologna (+20,8%) e Venezia (+19,8%). A livello internazionale, nel 2024 l’aeroporto di Hong Kong si è collocato in prima posizione per il traffico cargo. A livello europeo, Francoforte si conferma leader nel primo semestre 2024, con Milano Malpensa al 9° posto e Roma Fiumicino al 16°.
Per strada e per ferrovia
Nei primi cinque mesi del 2024, il traffico di veicoli pesanti sulla rete autostradale italiana ha registrato una crescita del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2023. Il traffico stradale ai principali valichi alpini si è leggermente ridotto nel 2024 del -1,2%, passando da 4,758 milioni di veicoli pesanti nel 2023 a 4,700 nel 202423. La flessione nel tunnel del Monte Bianco è stata significativa a causa della sua chiusura di circa tre mesi (2 settembre – 16 dicembre 2024). Anche il traffico ferroviario in Svizzera ha registrato una flessione del -3,7% nel 2024 a causa di lavori.
Estratto dell’articolo pubblicato completo nel numero di Maggio 2025 de Il Giornale della Logistica







