“Da agosto 2022 la filiera ortofrutticola è meno stressata: lo spazio in stiva c’è e anche i contenitori non mancano, i costi dei noli stanno tornando competitivi. Nella tratta Far East-Europa, che di fatto è il termometro di quanto avviene a livello globale, riscontriamo il crollo delle tariffe da 12mila a duemila euro. Restano mediamente più alti nella tratta verso il Nord America e un po’ diverso è il discorso per i noli reefer, che hanno costi operativi alti e che dunque difficilmente possono scendere del 50%. Ma le navi vengono di fatto riempite con i container dry e la situazione si sta assestando”. A riassumere lo scenario è Massimo Delpozzo, Chief Sales Officer di Nord Ovest, spedizioniere italiano che offre servizi logistici personalizzati e che opera anche nel segmento dell’ortofrutta. “Se la riduzione dei costi logistici può dare respiro alle aziende e spingere l’export, non va dimenticato che è la conseguenza della recessione del commercio internazionale. Tra le criticità rileviamo la domanda artificiale creata dalle compagnie marittime, qualche blank sailing e l’imminente arrivo delle portacontainer ordinate dai principali vettori globali nel periodo pandemico, il che genererà un aumento della capacità di carico in un momento in cui la richiesta è bassa”.
Quanto alle ricadute del conflitto tra Russia e Ucraina, spiega: “La merce trova la via a prescindere dalla situazione geopolitica e pertanto si sono aperti nuovi corridoi, per esempio attraverso la Turchia. L’esplosione dell’export ortofrutticolo Oltremare, in Italia, è dovuta proprio alla guerra”.
Caro carburante: le criticità per la distribuzione
“Nel nostro settore l’imballaggio in plastica è ancora preferito rispetto ad altri materiali per via delle migliori performance e dei costi – riferisce Luigi Garavaglia, direttore R&S di ILIP, azienda italiana che offre soluzioni d’imballaggio per alimenti per ortofrutta -. Tuttavia, riscontriamo un rallentamento delle vendite sia per il ritardo nelle campagne produttive, sia per l’aumento dei costi dei carburanti che impattano violentemente sui costi di distribuzione”.
Distribuzione: la capillarità è vincente
“Sorma Group, specializzata nella fornitura completa di macchinari automatizzati per il post-raccolta e di soluzioni per il packaging per il settore ortofrutticolo, ha da sempre puntato sulla capillarità logistica – rileva il marketing manager Mario Mercadini -. Durante la pandemia abbiamo ulteriormente rafforzato questa struttura aumentando gli stock e investendo in nuovi spazi di magazzino, correttivi che abbiamo mantenuto anche quando la situazione si è andata normalizzando. Oggi non riscontriamo nessun problema negli approvvigionamenti, la nuova struttura ci ha permesso di affrontare situazioni internazionali complesse”.
Il magazzino: sotterraneo è meglio
Per contenere i costi energetici dei magazzini per la conservazione delle mele, Melinda ha messo a punto le celle ipogee, gallerie sotterranee situate a 300 metri di profondità: “Il risparmio energetico calcolato, rispetto alla conservazione in superficie, è di circa 1,9 GW/h, che corrispondono all’energia elettrica utilizzata da 2.000 persone in un anno – precisa Paolo Gerevini, Direttore Generale di Melinda -. Nel giro di un anno amplieremo il magazzino sotterraneo del 30%, toccando quota 40mila tonnellate di mele conservate”.
Emanuela Stifano
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Marzo 2023 de Il Giornale della Logistica








