Il settore della logistica è in fase di rapida transizione sotto la spinta di radicali cambiamenti economici e geopolitici. La ridefinizione dei flussi impatta anche nello shift modale?
Per rispondere con certezza servirebbe una sfera di cristallo. Diciamo che, negli ultimi anni, la sfera di cristallo farebbe molto comodo a chiunque si occupi di logistica. Da ciò che possiamo osservare, vediamo che, in generale, l’economia mondiale è in crescita, ma è continuamente caratterizzata da fenomeni di incertezza che rendono lo scenario sempre più complesso, sempre più volubile. Le disruptions in atto alimentano una tendenza di regionalizzazione del commercio, perché le aziende cercano di evitare la dipendenza da rotte molto lunghe. Questo, ovviamente, impone anche un ripensamento delle scelte modali.
In che modo?
Come FS Logistix abbiamo partecipato alla presentazione del rapporto del Centro Studi e Ricerche SRM collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo che ha messo in luce questo fenomeno della regionalizzazione lungo tutte le principali rotte container. Da sottolineare, però, come le complessità non abbiano frenato crescita del volume dei teu scambiati nei vari porti a livello globale: nel 2024 gli scambi hanno raggiunto i 12 miliardi di teu (+2,1% sul 2023). Ancora più significativo l’aumento degli scambi nel bacino del Mediterraneo: i 25 porti del Mare Nostrum hanno movimentato 62 milioni di teu lo scorso anno (+5,1%). In questo scenario, l’Italia si distingue al primo posto nel traffico marittimo a corto raggio con 302 milioni di tonnellate gestite.
Subito a valle dei porti ci sono i collegamenti ferroviari
Lo scenario globale fin qui delineato ha un impatto diretto sulla nostra attività quotidiana. Stiamo lavorando per potenziare il ruolo dei nostri terminal. Ci stiamo muovendo oggi con un atteggiamento resiliente di tenuta del business cercando però in questa resilienza di avere una base per il rilancio successivo.
In occasione dei recenti fattori di discontinuità, il treno ha rappresentato una soluzione di continuità?
Negli ultimi anni la ferrovia ha mantenuto una sostanziale stabilità. Non ha vissuto né brusche discese, ma neppure importanti incrementi. Se andiamo a vedere la ripartizione delle quote modali del trasporto delle merci, la ferrovia rappresenta uno zoccolo di resistenza che si assesta da 2-3 anni sull’11-12% in Italia a confronto con una media europea del 16-17% in Europa. Stiamo investendo tutte le nostre energie per avvicinarci agli obiettivi prefissati dall’UE, che sono molto ambiziosi, ossia arrivare al 20-22% per il 2030 e al 50% entro il 2050, nonostante le numerose difficoltà che ci troviamo ad affrontare in questo periodo storico. Sono convinta che proprio questa resilienza sarà fondamentale per la futura crescita.
Come sbloccare la situazione per dare impulso alla crescita del trasporto ferroviario?
Sicuramente oggi uno dei principali fenomeni di deterrenza alla crescita è legato a cantieri e lavori di rinnovamento infrastrutturali. In tutta Europa i fondi del PNRR hanno abilitato opportunità di realizzazione di nuove infrastrutture o miglioramento di quelle esistenti quindi assistiamo al moltiplicarsi di cantieri che oggi rallentano i flussi – in particolare di merci perché giustamente si dà priorità alla mobilità delle persone – ma che in un futuro permetteranno di incrementare capacità, velocità ed efficienza del cargo ferroviario.
Perché oggi la gomma è ancora troppo spesso preferita alla ferrovia?
Il ferro chiede un impegno maggiore nella pianificazione e nel rispettare gli appuntamenti concordati. Richiede, di fatto, un maggior impegno e capacità di collaborazione da parte di tutte le realtà coinvolte lungo la filiera. Per questo, come FS Logistix stiamo lavorando per creare un contesto – operativo e culturale – non di competizione ma che faciliti la cooperazione attraverso un dialogo costante con partner e stakeholder che consente l’attivazione di sinergie strategiche. Per riuscirci i nostri terminal sono il luogo ideale per portare avanti questa idea di cambiamento.
Perché?
Il terminal è fondamentale per fare lo scambio tra mare e ferro e tra ferro e gomma e quindi mettendo al centro dei terminal gli attori che gestiscono le varie modalità di trasporto e il cliente cerchiamo di far sì che tutto questo si muova in modo armonioso. La resilienza dimostrata dal settore ci conferma che stiamo procedendo nella giusta direzione, ma certo c’è ancora strada da fare.
Quindi non si parla più di problemi infrastrutturali, ma culturali?
Esatto, bisogna cambiare il modo di lavorare e quindi di collaborare. Il primo cambiamento culturale da attuare sta nel riconoscere che il ferro è fondamentale per la mobilità delle merci del sistema logistico-produttivo italiano ed europeo e che, se gestito bene, in armonia con gli altri vettori, diventa il mezzo non soltanto più sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche dal punto di vista economico e sociale
Tre elementi di sostenibilità che diventano un vantaggio da condividere
Un vantaggio condiviso lungo l’intera filiera: per noi che siamo operatori di sistema, per il singolo operatore di una specifica modalità di trasporto e per il cliente stesso. Questa fase di resilienza rappresenta per noi il momento ideale per seminare nuove idee e nuovi progetti che porteranno poi benefici da condividere.
In questa stessa direzione si inserisce la scelta di presentarvi oggi con il nuovo brand di FS Logistix?
Il rebranding del nostro business all’interno del Gruppo Ferrovie dello Stato dedicato alla logistica rispecchia perfettamente tutti gli elementi fondamentali del nostro piano industriale che ci vede sempre più orientati a operare a livello internazionale, perché la logistica non può essere solo un tema di Paese, di mercato domestico, ma deve necessariamente avere orizzonti più ampi, includendo l’intera Europa e le principali connessioni con i mercati limitrofi. La logistica europea deve parlare una lingua comune e noi ci impegniamo a dare il nostro contributo.
In che modo volete essere presenti in quest’orizzonte più ampio?
Vogliamo diventare un freight forwarder di livello internazionale e siamo pienamente avviati lungo questo percorso che è parte del nostro stesso DNA perché da sempre il trasporto ferroviario porta con sé tanti altri valori in termini sociali ed economici. Il rebranding arriva a sottolineare il nostro nuovo modo di operare a tutto tondo, per coprire tutta la catena del valore. Siamo già presenti in 22 Paesi in Europa, quindi questa connotazione internazionale è già oggi un fatto e vogliamo continuare questa espansione. Operiamo nei principali Hub intermodali europei per potenziare la connessione tra le diverse modalità di trasporto, ottimizzando logistica e distribuzione finale.
Gestiamo 21 terminal intermodali, 19 in Italia e 2 in Europa (Danimarca e Germania) e prevediamo il potenziamento degli asset disponibili e la realizzazione di nuovi hub multimodali, strategici per una logistica sostenibile e intermodale. Amplieremo la nostra presenza in modo tattico per essere connessi ai principali porti e intercettare i traffici per una sinergia ferro-gomma-mare, in particolare, attraverso lo sviluppo dei terminal.
Torniamo al tema della centralità dei terminal come punti nevralgici di connessione e scambio
Con i nuovi sviluppi infrastrutturali, i terminal saranno ancor più fondamentali per centrare l’obiettivo di coprire tutta la catena del valore e di farlo con un approccio intermodale. Inoltre, porteremo l’innovazione all’interno degli hub per una logistica sempre più efficiente e multimodale. La rete fisica, per essere connessa in modo efficace, deve però essere pianamente integrata alla supply chain del dato. I differenti operatori, infatti, non possono entrare in relazione solo in base ad accordi commerciali ma devono integrarsi grazie a una piattaforma digitale che consente di unire velocemente con un unico click tutte le fasi della catena logistica. Va propria in questa direzione la nostra piattaforma digitale integrata, primo importante risultato del nostro Piano Industriale 2025-2029.
Come avete concepito questa piattaforma?
Si tratta di piattaforma digitale integrata per il trasporto merci end to end. La piattaforma digitale integrata rappresenta un tassello indispensabile del Piano Strategico 2025–2029 della logistica del Gruppo FS, che prevede 2,16 miliardi di euro di investimenti per digitalizzazione e sviluppo asset. Con questa soluzione, ci proponiamo come una piattaforma di interconnessione verso tutti gli operatori della logistica, attivando nuove partnership per arrivare a coprire tutta la catena del valore e intercettando le migliori competenze italiane ed europee, combinando ferro-gomma-mare, con soluzioni personalizzate, tracciabilità end-to-end e sostenibilità.
La nuova piattaforma rappresenta uno strumento fondamentale per rispondere al meglio le esigenze di un mercato in continua evoluzione. Una infrastruttura digitale innovativa in cui sono integrate le otto società che compongono il comparto logistico del Gruppo FS, a servizio di 7 filiere industriali con 21 servizi di trasporto e logistica. Il Widget è il cuore pulsante del nuovo sito: tramite il completamento dei campi, infatti, permette di inviare a FS Logistix le proprie richieste di trasporto, accompagnando l’utente dal primo contatto alla soluzione finale, abilitando la one click experience.
La tecnologia gioca un ruolo chiave?
L’innovazione tecnologica è e sempre più sarà fondamentale per creare quella relazione di collaborazione di cui parlavamo all’inizio. L’integrazione del dato con i flussi di merci è la chiave per questa strategia. I dati sono fondamentali perché orientano quelle che sono le nostre scelte e mettendoli a fattor comune in ottica di filiera siamo in grado di assicurare continuità, affidabilità e visibilità. Con un unico click tutti gli operatori sono messi tutti d’accordo e il cliente ha il suo servizio finale efficiente e sostenibile.
In logistica la digitalizzazione è un fondamentale fattore abilitante: può far sì che tutte le varie filiere industriali e manifatturiere possano effettivamente considerare i partner logistici non più un peso e un costo, ma un valore vero per il loro agire quotidiano. Questa è a mio avviso una delle novità più importanti. Nel percorso di digitalizzazione tracciato da FS Logistix non soltanto stiamo recuperando un gap, stiamo proprio andando oltre ponendoci obiettivi ambiziosi. Per noi digitalizzazione non è solo la nuova piattaforma di gestione ma è anche un’evoluzione innovativa nell’utilizzo dell’asset.
Come?
Immaginiamo, per esempio, locomotive e carri di ultima generazione – la roadmap strategica del Gruppo FS prevede investimenti mirati per il rinnovo della flotta con 110 locomotive elettriche, 25 locomotive da manovra e 2.000 carri di nuova generazione – che diventano parte di un unico ecosistema digitale che consente di monitorare non soltanto il percorso delle merci, ma anche tutti i dati correlati.
Un ecosistema phygital?
Quando parliamo di supply chain del dato, possiamo ampliare ulteriormente l’orizzonte perché FS Logistix è un gruppo aziendale che in sé non solo le aziende di trasporto ferroviario, ma ha una piccola sperimentazione sul trasporto di primo ed ultimo miglio del gommato, la gestione dei terminal, e navi RO-RO con in arrivo una nave green per il traghettamento sullo Stretto di Messina. In più gestiamo anche l’attività di MTO come trait-d’union tra ferro e gomma. Più in generale rispettiamo il know-how dei soggetti che ruotano intorno alla catena della logistica e cerchiamo di portarli in casa come partner attivandoci come operatore a livello sistemico che mette insieme e valorizza le differenti competenze.
L’evoluzione descritta non si può compiere senza un’attenzione specifica alle persone e alla loro formazione. Come state lavorando su questo aspetto?
In questo percorso di innovazione le persone sono un fattore abilitante decisivo. Non si può realizzare niente di concreto senza dotare le persone delle giuste competenze per poter operare in sistemi complessi. Nel nostro piano industriale è previsto lo sviluppo di nuove competenze per presidiare al meglio i nuovi ambiti in cui vogliamo entrare – come la logistica urbana – ma stiamo anche pensando al futuro con la creazione di una Scuola della Logistica da realizzare come ecosistema formativo in collaborazione con gli ITS sul territorio nazionale. Sarà l’occasione per sviluppare nuove competenze interne, ma anche per far crescere nuove professionalità a vantaggio dell’intero sistema Paese.
- Nome e cognome: Sabrina De Filippis
Luogo e data di nascita: Latina, 13 novembre 1970
Formazione: Laureata con il massimo dei voti in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Roma La Sapienza, ha conseguito il Diploma di Specializzazione in “Politica ed Economia dei Trasporti” e il Master in “Progettazione e gestione dei sistemi di mobilità locale”.
Attività professionale: AD e Direttore Generale di FS Logistix – Gruppo FS. Dopo aver mosso i primi passi al servizio dei Ministero dell’Economia e della Giustizia, da 27 anni si occupa dello sviluppo della mobilità passeggeri e merci. Oggi, oltre ad essere alla guida di FS Logistix, è Vicepresidente delle associazioni Fermerci e AGENS, Presidente Sezione Trasporti e Logistica di Unindustria Lazio e delegata alla Pianificazione territoriale e Intermodalità, componente del Gruppo Tecnico Trasporti e Logistica di Confindustria e membro del Consiglio Generale di Confindustria Verona e Veneto est, rappresentante presso l’Assemblea e gli Stati Generali di ALIS e Consigliere di Amministrazione di Mercitalia Shunting & Terminal.
Hobby e passioni: Nuoto e attività di volontariato nelle case famiglia
Sogno nel cassetto: Scrivere un libro sulla mia vita
Libro sul comodino: Uno, nessuno, centomila – L. Pirandello
Punto di forza: passione accompagnata da solarità
Tallone d’Achille: Segno zodiacale Scorpione
Francesca Saporiti
Estratto dell’articolo pubblicato completo nel numero di Settembre 2025 de Il Giornale della Logistica

