Negli ultimi anni la logistica ha accelerato il proprio percorso di digitalizzazione a una velocità senza precedenti. Magazzini automatizzati, piattaforme cloud, sistemi di pianificazione integrati e strumenti di monitoraggio in tempo reale hanno trasformato la supply chain in un ecosistema altamente interconnesso e sempre più dipendente dalla continuità dei sistemi informativi.
La logistica sotto attacco
L’aumento della superficie digitale esposta ha attirato l’attenzione della criminalità informatica. Il settore della logistica e dei trasporti è diventato uno dei bersagli privilegiati degli attacchi cyber: nel 2026 gli attacchi registrati in Italia nel comparto hanno evidenziato una crescita superiore al 130% rispetto all’anno precedente, confermando come la sicurezza digitale sia diventata una questione di continuità operativa e non più solo di protezione dei dati.
Questa crescente interconnessione ha modificato anche il profilo del rischio operativo: oggi un’interruzione digitale può produrre effetti immediati sulla movimentazione fisica delle merci. È anche per questo motivo che la cybersecurity è uscita dai confini del dipartimento IT per entrare nelle sale operative, nei consigli di amministrazione e, sempre più spesso, nelle direzioni HR.
La Direttiva europea NIS2
Questo cambio di paradigma è stato accelerato dall’entrata in vigore della Direttiva europea NIS2, che ha inserito trasporti e logistica tra i comparti strategici per il funzionamento dell’economia europea, attribuendo agli organi di amministrazione responsabilità dirette nella gestione del rischio informatico e nella supervisione delle misure di sicurezza aziendale. Tuttavia, la vera sfida che oggi si trovano ad affrontare molte aziende della logistica non riguarda solo la conformità normativa o gli investimenti tecnologici, ma anche la disponibilità delle competenze necessarie per governare questa trasformazione.
Le imprese non cercano solo specialisti IT tradizionali, ma figure capaci di comprendere il funzionamento di un magazzino automatizzato, le dinamiche della supply chain e i principi della sicurezza informatica.
AAA nuove competenze cercansi
Tra queste emergono gli Specialisti di Cybersecurity in ambienti OT (Operational Technology), professionisti chiamati a proteggere non tanto i sistemi informatici tradizionali quanto le tecnologie che governano l’operatività fisica della supply chain: sistemi di automazione di magazzino, sorter, nastri trasportatori, AGV, AMR, impianti di picking automatico e dispositivi IoT installati lungo i flussi logistici. Il loro compito consiste nell’identificare vulnerabilità, segmentare le reti industriali, gestire gli accessi ai sistemi critici e prevenire interruzioni operative derivanti da attacchi informatici o errori di configurazione.
Accanto a loro stanno acquisendo crescente importanza gli OT Security Manager, figure di coordinamento responsabili della definizione delle strategie di sicurezza per gli ambienti industriali e logistici automatizzati. Si tratta di professionisti che operano all’intersezione tra operations, ingegneria e cybersecurity e che devono garantire che l’evoluzione tecnologica degli impianti avvenga senza compromettere affidabilità e continuità operativa.
Sempre più richiesti sono, inoltre, i Supply Chain Cyber Risk Manager o Third Party Cyber Risk Manager, che si occupano della valutazione del rischio lungo l’intera catena di fornitura. Il loro lavoro consiste nel verificare il livello di maturità cyber di fornitori, partner logistici e outsourcer tecnologici, analizzare le dipendenze critiche della filiera e identificare eventuali punti di vulnerabilità che potrebbero propagarsi lungo l’ecosistema logistico.
Un ruolo sempre più centrale è quello del Business Continuity Manager, figura diffusa nel mondo bancario, assicurativo e delle telecomunicazioni e oggi sempre più richiesta anche nella logistica. Il suo obiettivo è garantire che l’azienda sia in grado di continuare a operare anche in condizioni degradate.
Infine, alcune organizzazioni più strutturate stanno iniziando a introdurre ruoli di Logistics Cybersecurity Manager o Cyber Resilience Manager, figure “ponte” tra direzione IT, operations e management aziendale, chiamate a tradurre il rischio tecnologico in decisioni organizzative e strategiche.
La sfida di attrarre talenti
Si tratta di professionalità ancora poco diffuse e difficili da reperire, spesso provenienti dal manifatturiero avanzato, dall’automotive, dall’energia o dalle infrastrutture critiche, settori che da tempo convivono con problemi di resilienza operativa e sicurezza industriale e che oggi rappresentano il principale bacino di provenienza per queste competenze. La difficoltà, tuttavia, non riguarda solo la capacità di attrarre questi talenti sul mercato, in molti casi saranno le figure già presenti nelle organizzazioni a rappresentare il terreno più fertile su cui sviluppare nuove competenze.
Federica Cavagliano, Senior Manager Technical Division di Hunters Group
Estratto dell’articolo pubblicato completo nel numero di Settembre 2026 de Il Giornale della Logistica





