Metti un’area dismessa dove sorgeva una fabbrica di marmi nella bassa bergamasca; metti tante proposte ricevute dal Sindaco della cittadina per riqualificare quell’area, mai andate in porto in undici anni; metti infine una Real Estate seriamente intenzionata (Garbe Industrial Real Estate Italy) che lavora stabilmente con altre società di gestione fondi e investimenti immobiliari (SFO Capital Partners ed Edmond de Rothschild REIM) e che pensa a un progetto in grado non solo di riqualificare l’area realizzato in tempi record (due anni complessivamente, dai primi lavori di bonifica dell’area fino alla consegna dell’immobile). Stiamo parlando del MilEast Logistics Park, che sorge a est di Milano, precisamente a Covo, in provincia di Bergamo, a quattro minuti dal casello A35 Brebemi di Romano di Lombardia.
Le caratteristiche di Garbe MilEast Logistics Park
Il nuovo complesso di 22 mila mq offre due comparti logistici indipendenti, 600 mq di uffici direzionali, 20 baie di carico, locali tecnici, colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e un’altezza utile sotto trave di 12 metri. Ma, oltre a questi numeri, ne ha altri, ancora più significativi, che fanno ben sperare nell’ottenimento della Certificazione LEED Platinum, massimo riconoscimento in tema di sostenibilità edilizia.
Il polo logistico rappresenta infatti un esempio concreto di riqualificazione green all’avanguardia: realizzato con l’utilizzo di materiali riciclati e certificati, è alimentato esclusivamente da fonti rinnovabili, grazie a un impianto fotovoltaico in copertura, e utilizza sistemi di laminazione per il recupero e il riuso dell’acqua piovana nell’immobile. Il progetto è nato con l’obiettivo di ridurre al minimo le emissioni ed è immerso nel verde: ampie fasce boschive garantiscono la mitigazione ambientale e acustica, offrendo al contempo spazi dedicati allo svago e al tempo libero a beneficio degli abitanti e del quartiere nel suo complesso.
“La sostenibilità, commenta Marco Grassidonio, Country Head Italy di Garbe Industrial Real Estate, “è diventata un requisito minimo: la vera differenza la fa la capacità di integrare davvero criteri ESG, efficienza energetica e qualità costruttiva in una visione industriale di lungo periodo”.
“Abbiamo lavorato molto – prosegue – sull’inserimento architettonico e sulla qualità delle finiture: nella logistica spesso questi aspetti sono considerati secondari, ma chi conosce il settore capisce immediatamente quando un edificio è semplicemente costruito e quando invece è stato davvero curato nei dettagli”.
Il territorio come parte del progetto
Andrea Capelletti, Sindaco di Covo, sottolinea il fatto che questo progetto, oltre ad avere rigenerato un’area abbandonata da decenni e che rischiava di diventare un problema ambientale per i cittadini, ha riqualificato il territorio con piantumazioni perimetrali, collegamenti ciclopedonali e soprattutto un nuovo parcheggio comunale destinato sia agli autotrasportatori locali sia a eventi pubblici e manifestazioni del paese: “Questa struttura porterà nuove opportunità occupazionali e permetterà a molti giovani di non dover lasciare il territorio per cercare lavoro altrove”.
Un tema che Marco Grassidonio amplia anche in una prospettiva più sociale: “La logistica moderna può rappresentare un’opportunità non solo per i giovani, ma anche per chi deve reinserirsi nel mondo del lavoro: parliamo infatti di un settore sempre più indispensabile per l’economia e per la vita quotidiana”.
Un mercato ancora in crescita
Dal punto di vista industriale, il progetto conferma l’interesse crescente degli investitori internazionali per la logistica italiana.
Mohamad Abouchalbak, CEO di SFO Capital Partners, definisce l’Italia “uno dei mercati logistici più attrattivi in Europa”, sottolineando come continui a esistere uno squilibrio strutturale tra domanda e offerta di immobili moderni. Secondo Grassidonio, però, il mercato italiano sta entrando in una nuova fase: “Oggi, la domanda è sempre più legata alle singole microlocation e al tessuto produttivo locale. Non esistono più soltanto i grandi hub tradizionali del Nord: ci sono territori con enorme potenziale di crescita, soprattutto nel Sud Italia, dove manca ancora un’offerta adeguata di immobili logistici di grado A”. Una crescita che però si scontra con diversi ostacoli. “In Italia, è sempre più difficile trovare aree adatte allo sviluppo logistico. Da un lato ci sono giustamente normative molto severe sul consumo di suolo, dall’altro esistono molte aree industriali dismesse che richiedono interventi di bonifica estremamente costosi”.
Rosella Trombetta
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Giugno 2026 de Il Giornale della Logistica




