C’è una consapevolezza ben precisa che guida il lavoro di Techbau: quella che l’evoluzione sostenibile del settore delle costruzioni sia una responsabilità collettiva, ma anche una straordinaria opportunità di crescita per chi sceglie di guidarla.
Techbau, infatti, ha fatto della sostenibilità un pilastro della propria strategia aziendale, integrandola in modo sistematico in tutte le fasi del processo costruttivo: dalla progettazione alla scelta dei materiali, dalla gestione dei cantieri alla realizzazione finale delle opere. L’obiettivo è quello di creare valore duraturo per clienti, partner, territori e comunità, attraverso edifici e infrastrutture che rispondano ai più alti standard ambientali e sociali, per migliorare le prestazioni degli asset in ogni fase del ciclo immobiliare. Una strategia che porta a un significativo valore aggiunto, ormai sempre più accettata da tutti gli interlocutori.
“Crediamo fermamente che ogni edificio possa contribuire attivamente al benessere delle persone e alla salvaguardia del pianeta – ci spiega Andrea Marchiori, Amministratore Delegato di Techbau -. Per noi avere una visione green non significa solo ottenere certificazioni per i nostri immobili – sebbene abbiamo appena tagliato il traguardo dei 2 milioni di metri quadrati certificati in ambito di sostenibilità ambientale -, ma operare affinché gli asset nascano dal processo di rigenerazione urbana e del paesaggio.
Per questo abbiamo deciso di avere delle linee di business che ci permettano di muoverci in questa direzione, ad esempio nella realizzazione di impianti di biometano e nella vendita di energia rinnovabile prodotta da impianti fotovoltaici. Impianti che poi installiamo sui siti che sviluppiamo. In questo modo produciamo energia verde senza consumo di suolo, ma allestendo in modo diverso le coperture dei nostri poli logistici”.
Un altro anno da record
“A giugno abbiamo chiuso un altro bilancio dei record – prosegue il nostro interlocutore -, con una crescita che ci porta a oltre 700 milioni di euro di fatturato, riconfermandoci l’azienda più consolidata d’Italia nel settore privato.
Tutto ciò mantenendo una forte presenza nella logistica, che è un asset che ci piace, è strategico, dove facciamo moltissimi investimenti, ma implementando di pari passo la nostra attività in altri settori in forte sviluppo, come quello degli studentati, dei data center e, come dicevo prima, delle energie rinnovabili. Nell’ultimo anno e mezzo siamo cresciuti, assumendo 100 persone: il nostro team ad oggi conta ben 280 persone”.
Due anime per la logistica
La logistica si conferma asset strategico per Techbau, che vi opera con le sue due anime: quella di quella di general contractor, che realizza immobili tailor made per dare spazio a progetti di realtà terze, e quella di developer che sviluppa immobili sia in ottica built-to-suit sia speculativa per creare nuove opportunità sul mercato.
“Il mondo della logistica è certamente meno euforico di qualche anno fa, ma continua ad avere una sua richiesta, in cui vogliamo essere presenti e lo facciamo con grande concentrazione, con numerosi sviluppi tra Nord e Centro Italia.
Quello che ci contraddistingue è la capacità di stringere partnership solide cercando di dare continuità a quello che facciamo, con correttezza, serietà e volontà di creare partnership di lungo periodo”.
Guardando agli asset di recente realizzazione o in corso di costruzione per Technau, “il nostro fiore all’occhiello è il polo di Valsamoggia – dice con orgoglio Marchiori -: circa 90mila metri quadrati, con due immobili frazionati per due tenant. Uno degli asset più belli dal punto di vista della location. In corso di costruzione, poi, c’è il polo di San Pietro Mosezzo, asset da oltre 100mila metri quadrati per VGO, e quello di Ferentino, a sud di Roma, dove stiamo realizzando, anche qui fronte autostrada, un polo mono-tenant di circa 50mila metri quadrati”.
L’impegno verso la rigenerazione urbana
“Il tema della rigenerazione urbana ci sta moltissimo a cuore – conclude l’AD -, ma le difficoltà non mancano: il nostro paese è certamente complicato, ma forse anche troppo poco complicato rispetto ad alcuni temi, come quello della rigenerazione, che andrebbe sponsorizzato un po’ di più. Mi riferisco in particolare al tema delle demolizioni e delle bonifiche: bonificare ha un rischio, che non è solo di costo, ma di tempistiche che spesso scoraggiano gli investitori. Dall’altra, però, per noi che facciamo questo lavoro deve essere un piacere andare a recuperare il patrimonio esistente e non utilizzare aree verdi.
Dico un piacere perché dobbiamo essere talmente innamorati del nostro Paese e di quello che facciamo, che deve essere una soddisfazione andare a dare nuova vita a quello che nel tempo è stato abbandonato. Dobbiamo tentarci: riqualificare il più possibile il patrimonio edilizio esistente deve essere un obbligo morale per il nostro Paese, dobbiamo sentirla come responsabilità”.
Gabriella Grillo
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Ottobre 2025 de Il Giornale della Logistica







