È ufficialmente operativo il reverse charge atipico per il settore logistico, atteso da tempo e frutto di un intenso dialogo tra le associazioni di categoria e le istituzioni. Con il provvedimento n. 309107, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello e le istruzioni per esercitare l’opzione prevista dall’articolo 1, comma 60, della legge 30 dicembre 2024, n. 207. La misura è ora pienamente applicabile.
La misura è finalizzata a ridurre i fenomeni di evasione fiscale: attraverso il reverse charge, l’obbligo di versamento dell’Iva viene trasferito dal prestatore di servizi al committente, limitando così la possibilità di frodi nel settore della logistica.
Il commento di Assologistica
“Con questo atto – dichiara Umberto Ruggerone, Presidente di Assologistica, che ha promosso l’intervento di riforma per garantire trasparenza e competitività alla filiera –, si attua una delle riforme più strategiche che abbiamo contribuito a costruire, fin dalle prime bozze normative. Il reverse charge rappresenta una svolta: permette di contrastare le irregolarità che danneggiano il settore e di restituire trasparenza a tutta la supply chain”.
Gli strumenti di riforma del comparto
Il reverse charge atipico si affianca ad altri strumenti di riforma del comparto logistico, come il “Cruscotto della logistica” introdotto nel recente DL Infrastrutture, altra misura nata da una proposta di Assologistica. Due elementi complementari che compongono una strategia chiara: rendere il settore competitivo, moderno e regolato, a beneficio delle imprese e della committenza.
“Attraverso il tavolo congiunto attivato con Confindustria e Federdistribuzione – conclude Ruggerone – proseguiremo ora il lavoro per estendere questi risultati al più ampio progetto di logistica sostenibile, anche sul piano sociale ed economico”.









