“Dopo un 2022 che si è chiuso con risultati estremamente positivi, sia a livello globale che a livello Italia, avevamo espresso cautela per il 2023. Una cautela giustificata: il mercato si è dimostrato in effetti sicuramente rallentato, ma meno di quanto ci aspettassimo”. Così Sandro Innocenti, Senior Vice President e Country Manager di Prologis Italia, commenta i risultati ottenuti nel primo semestre 2023 dall’azienda, in un mercato, quello italiano, che ha ancora numerose possibilità da offrire e da cogliere.
Sviluppi immobiliari
“Il nostro è tra i Paesi che in Europa performano meglio, insieme a Germania, Olanda e Gran Bretagna, dove il mercato sta andando bene, è attivo e procede verso nuovi sviluppi”. Il primo semestre del 2023 ha visto il portfolio del gruppo specializzato nell’ambito dell’immobiliare logistico crescere in Italia fino 1.760 mila metri quadrati, contro i 1.690 mila mq di fine 2022, con un tasso di occupancy del 99,2%, più della media europea, che nel secondo trimestre 2023 è stata pari al 98,2%.
“L’Italia sta registrando buoni risultati – spiega Innocenti –, sia per il portafoglio immobiliare in crescita che per le attività di sviluppo superiori alle attese: da inizio anno sono stati avviati ben 4 sviluppi immobiliari speculativi, di cui uno di 40mila mq nell’area romana, uno a Castel Maggiore in provincia di Bologna, altri due a Castelnuovo di Porto (Roma) e uno a Somaglia, in provincia di Lodi”.
“A fine 2022 e inizio 2023 eravamo convinti che il rialzo dei tassi di interesse e l’elevata inflazione avrebbero compromesso seriamente i consumi – continua il Senior Vice President e Country Manager -, che invece si sono mantenuti elevati, il che ha determinato la necessità di gestire le scorte e di conseguenza la logistica di magazzino da parte delle aziende di tutti i settori, dalla grande distribuzione all’elettronica, dal farmaceutico all’automotive. La necessità di spazi per la logistica immobiliare si è mantenuta elevata e così la richiesta di avviare nuovi sviluppi, in particolare soluzioni build-to-suit”.
Una frenata lenta
Se guardiamo ai prossimi mesi, cosa c’è da aspettarsi? “Sono convinto che la frenata che aspettavamo stia arrivando, anche se si tratta di una frenata ‘morbida’. Indubbiamente assisteremo a una riduzione della ricerca degli spazi, anche se ci sono alcune aree che restano da attenzionare: mi riferisco, per esempio, alla richiesta sempre maggiore di logistica urbana di prossimità. A Milano, per esempio, dentro la cerchia della città, o a Roma, un’area che è quella con i migliori margini di miglioramento nel nostro Paese, visti i pochi spazi a disposizione”.
Gabriella Grillo
Estratto dell’articolo pubblicato sul numero di Settembre 2023 de Il Giornale della Logistica







