Posso ribaltare lo schema e fare io la prima domanda dandomi la risposta?
Si accomodi.
Di logistica si parla tanto, si leggono tante belle idee ma è difficile non ripetere sempre le stesse cose.
Più che una domanda è una considerazione. E allora?
Quello che conta è l’esecuzione pratica. Tutto il resto sono chiacchiere, magari simpatiche tra persone competenti, ma sempre chiacchiere restano. E soprattutto, prima che di logistica, occorre parlare dei vizi capitali del nostro Paese.
Quali vizi?
Vizi così profondi e radicati che, per essere risolti, occorrerà l’impegno di più generazioni. Perché sono vizi di natura etica e morale. Il principale è l’assoluta incapacità a rispettare le regole e i nostri simili. Siamo una massa di individui, non una comunità di cittadini.
Condivido, ma che c’entra la logistica?
Moltissimo: la logistica – per definizione – richiede gioco di squadra e rispetto delle regole. Ma se la nostra cultura ci porta a denegare il rispetto dell’altro, ad una auto – referenzialità personale, professionale e aziendale, addirittura ad ammirare la furbizia basata sull’inganno, mi spiega com’è possibile organizzare una logistica degna di questo nome? Benetton, e lo dico più rassegnato che orgoglioso, rappresenta un’eccezione.
Si dice che paghiamo pegno alla nostra storia, una storia fatta di secoli in cui siamo stati divisi in mille comuni e una dozzina di staterelli.
Questa è una favola inventata a fini di auto – assoluzione. Molti Paesi hanno dovuto fare i conti con un’eredità storica altrettanto pesante ma l’hanno superata. La Germania ha risolto senza traumi il dramma dell’unificazione. Noi siamo ancora alle prese, dopo 150 anni, con la Questione Meridionale. Del resto, di quanto dico, esiste la prova provata, una prova logistica.
Vale a dire?
Non è un caso che in Italia la logistica a livello macro risulti fallimentare. Parlo di porti, logistica su ferro, intermodalità, sviluppo di un sistema avanzato di hub interconnessi. Dovunque sia necessario fare squadra e sistema paghiamo dazio. Il confronto con i migliori d’Europa è impietoso e – quel che è peggio – raramente serve per stimolarci a lavorare duro per colmare il gap esistente.
Il caso più emblematico è quello del cargo ferroviario…
Nelle ferrovie è avvenuta una pseudo liberalizzazione. La dimostrazione è sotto i nostri occhi e viene dal traffico passeggeri dove si è voluto privilegiare una fetta di utenza, quella più redditizia, sacrificando la massa. E sul cargo è un dato di fatto che non sono state attivate iniziative di sviluppo degne di questo nome.
Sui porti i dati però sono incoraggianti e molti dicono che il Piano della Portualità va nella giusta direzione.
Confermo: in Benetton utilizziamo quotidianamente e con buoni risultati sia l’air cargo che le tratte marittime, forti anche del nostro esserci evoluti in forwarder. Sul Piano della Portualità conservo qualche riserva: i piani, a leggerli, sono tutti belli. Poi bisogna metterli in pratica.
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Nome e cognome: Daniele Fregnan
Luogo e data di nascita: Novara, 30 marzo 1965
Dati anagrafici e personali: Daniele Fregnan abita a Treviso, è sposato ed ha una figlia
Studi: diplomatosi presso il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Treviso si è laureato in Economia Aziendale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi dal titolo: “La gestione logistica: tre casi aziendali a confronto (PAM, Benetton e Zanussi)”. Fregnan parla fluentemente inglese e francese e discretamente lo spagnolo.
Attività professionale: entra nel Gruppo PAM nel 1989 e rapidamente perviene alla responsabilità del principale centro distributivo del Gruppo. Nel 1993 riceve l’incarico di creare la rete logistica di IN’s (il marchio hard discount del Gruppo).
Nel 1995 entra in Neda (Gruppo CRAI) come direttore della logistica dove gestisce i cinque depositi dell’azienda e – a seguito di un’importante acquisizione – si occupa della riorganizzazione logistico – distributiva complessiva del Gruppo.
Nel 1997 diventa direttore della logistica della SPAR/METRO mentre dal 1999 al 2002 si trasferisce negli Stati Uniti come vice president of logistic Benetton per il quale ridisegna ex novo l’intera logistica distributiva negli States con riferimento ai marchi sportivi del Gruppo.
Nel 2002 rientra in Italia per assumere la responsabilità della direzione logistica dell’intero Gruppo PAM. Dall’ottobre 2010 rientra in Benetton dove oggi è Global Logistics & IT Vice President.
Hobbies e passioni: ex calciatore, appassionato di bicicletta (attraversamento in solitario e senza assistenza della Patagonia nel 2005), pratica il parapendio, corre in auto, canta, suona la chitarra (le sue performances sono immortalate in Youtube). Ama i Pink Floyd, i Genesis, i Queen e David Bowie. Nel tempo libero da tutto ciò: legge.
L’articolo completo è stato pubblicato sul numero di settembre 2015 del Giornale







