Il settore della logistica e della supply chain stanno attraversando una trasformazione radicale, spinta da instabilità geopolitica, tensioni commerciali e crescente complessità globale. Il 2026 emerge come anno decisivo in cui le aziende dovranno bilanciare sfide strutturali e innovazioni tecnologiche, oltre a ripensare le proprie strategie per garantire resilienza e competitività in un contesto in continua evoluzione. Ecco i trend principali emersi dai principali report di settore.
DHL Logistics Trend Radar 7.0: una roadmap per il futuro
Il DHL “Logistics Trend Radar 7.0”, identifica 47 trend chiave organizzati in cinque aree tematiche – tecnologia e innovazione; persone e società; ambiente e risorse; economia e business; geopolitica e sicurezza – destinati a influenzare profondamente la supply chain e la logistica nel 2026.
Di seguito si offre una panoramica dei trend principali da monitorare.
Sostenibilità: dall’obbligo normativo al vantaggio competitivo – La sostenibilità si è evoluta da obiettivo etico a imperativo operativo e regolamentare. Oggi, la decarbonizzazione rappresenta una priorità assoluta, con il settore della logistica che punta su veicoli elettrici, carburanti alternativi quali idrogeno e biocarburanti, e imballaggi eco-sostenibili. Inoltre, l’economia circolare è destinata a guadagnare ulteriormente terreno attraverso logistica inversa, riciclo avanzato e packaging riutilizzabile e intelligente, trasformando i rifiuti in risorse, oltre a ridurre l’impatto ambientale complessivo.


Automazione e robotica: la rivoluzione operativa – L’automazione sta ridefinendo i parametri di efficienza nella logistica. Veicoli a guida autonoma e droni rivoluzioneranno le consegne dell’ultimo miglio, mentre i magazzini intelligenti con robot collaborativi e sistemi di picking automatizzati aumentano significativamente la produttività. Inoltre, la robotica avanzata nei centri di distribuzione consentirà smistamento ad alta velocità e picking automatizzato, con robot che lavorano fianco a fianco con operatori umani per ottimizzare i flussi di lavoro e liberare risorse per attività a maggior valore aggiunto.
Blockchain e tracciabilità: trasparenza totale – La blockchain continuerà ad emergere nel 2026 come soluzione chiave per garantire trasparenza e tracciabilità end-to-end, creando registri immutabili che aumentano la fiducia tra partner della supply chain e combattono la contraffazione. La capacità di tracciare ogni movimento del prodotto – dalla produzione alla consegna – migliora l’efficienza operativa e risponde alle crescenti aspettative dei consumatori su etica e provenienza. La tracciabilità in tempo reale, supportata da IoT e blockchain, offrirà sempre più visibilità completa, migliorando la gestione dell’inventario e riducendo le perdite.
E-commerce e logistica dell’ultimo miglio – La crescita esponenziale dell’e-commerce continuerà a esercitare pressioni sulla logistica dell’ultimo miglio, poiché le aspettative dei consumatori si sono evolute verso consegne sempre più rapide e flessibili, con richiesta di opzioni di consegna nello stesso giorno, servizi click-and-collect e tracking in tempo reale.
Inoltre, si assisterà sempre più alla diffusione di micro-fulfillment centers, posizionando piccoli centri di distribuzione in aree urbane per garantire consegne rapide e ridurre i costi di trasporto, mentre i sistemi di gestione degli ordini basati su AI sono destinati ad ottimizzare ulteriormente il routing delle consegne.
Digitalizzazione per maggiore resilienza – Nel 2026 assisteremo ad un’ulteriore digitalizzazione della logistica, con investimenti significativi in tecnologie che migliorano visibilità, agilità e capacità di risposta della supply chain, garantendo vantaggi competitivi misurabili in riduzione costi e miglioramento del servizio clienti.
Inoltre, i digital twin e la simulazione avanzata permetteranno sempre più di creare repliche virtuali delle supply chain, testando scenari alternativi e ottimizzando le operazioni prima dell’implementazione fisica, oltre a ridurre rischi e costi e potenziare la capacità di adattamento rapido a contesti erratici.
Cybersecurity: la nuova frontiera della vulnerabilità – La digitalizzazione comporta inevitabilmente nuovi rischi. La cybersecurity diventerà sempre più prioritaria per proteggere la supply chain ed i sistemi logistici da minacce informatiche crescenti e dimostrare conformità ai requisiti normativi, richiedendo investimenti in protocolli di sicurezza avanzati multi-livello, piani di business continuity, crittografia dei dati e formazione del personale.
IA predittiva e analisi avanzata – L’IA predittiva continuerà a trasformare la pianificazione della domanda attraverso algoritmi che analizzano dati storici, tendenze di mercato e fattori esterni, migliorando significativamente l’accuratezza delle previsioni. Inoltre, gli operatori del settore potranno sfruttare l’analisi avanzata per decisioni più informate, migliorando efficienza operativa e resilienza. Ovvero, l’IA si convertirà sempre più in leva strategica per navigare l’incertezza, permettendo di anticipare le fluttuazioni del mercato.
Collaborazione strategica e network logistici – La collaborazione emerge come elemento chiave per costruire supply chain più resilienti ed efficienti. Nessuna organizzazione potrà, in futuro, affrontare da sola la complessità della permacrisi globale. Pertanto, le aziende condivideranno maggiormente risorse, informazioni e infrastrutture attraverso partnership strategiche ed ecosistemi logistici integrati supportati da piattaforme digitali.
Workforce transformation: competenze per il futuro – La forza lavoro logistica richiede competenze sempre più specializzate in data analytics, gestione di sistemi automatizzati e cybersecurity. La trasformazione tecnologica ridefinisce, di fatto, il fattore umano, richiedendo capacità di lavorare con sistemi intelligenti e prendere decisioni strategiche basate su AI. Pertanto, le aziende di settore dovranno investire in programmi di upskilling e reskilling per preparare la workforce alla supply chain e alla logistica del futuro.
Regolamentazione e compliance – Le normative commerciali in evoluzione richiederanno sistemi di compliance sofisticati per gestire documentazione digitale, requisiti doganali e certificazioni, oltre alla cybersecurity. Inoltre, in un contesto di frammentazione geopolitica, le aziende dovranno investire in piattaforme di trade management che automatizzano i processi di compliance, in modo da ridurre i rischi di sanzioni e di ritardi.
Il “Supply Chain Outlook 2026” di Prologis
Secondo il “Supply Chain Outlook 2026” di Prologis – che ha coinvolto 1.816 leader aziendali in sei paesi – tre pilastri stanno ridefinendo completamente il settore della supply chain: intelligenza artificiale, autosufficienza regionale e resilienza energetica. Vediamo cosa aspettarci.
L’ottimismo cauto della grande ricalibrazione
Nonostante l’82% degli intervistati esprima ottimismo per le performance del 2026, l’industria sta implementando cambiamenti radicali: più della metà delle organizzazioni (56%) ha già implementato nuove tecnologie; il 50% ha installato sistemi di monitoraggio del rischio; il 48% ha aumentato le scorte di sicurezza in risposta alle recenti policrisi e permacrisi.
Inoltre, l’agilità e l’adattabilità sono diventate una componente fondamentale per mantenere il vantaggio competitivo e dal report si evince che le aziende stanno adottando approcci strategici distinti: il 32% punta sulla stabilità a lungo termine; il 24% delle organizzazioni sta perseguendo una trasformazione aggressiva -particolarmente evidente in Cina (47%) e nel retail (28%); il 20% si adatta alla persistente instabilità.
Il riallineamento geografico: la fine dell’era della globalizzazione
Dopo decenni di inseguimento del lavoro più economico a livello globale, le aziende stanno invertendo rotta. Il 58% prevede supply chain più localizzate entro il 2030, contro solo il 31% che si aspetta una continua globalizzazione.
Non si tratta di previsioni teoriche: il 77% sta già implementando reti regionali autosufficienti e il 74% sta avvicinando le operazioni ai mercati finali. Tale spostamento segna il passaggio dall’ottimizzazione dei costi alla mitigazione del rischio come strategia primaria. Inoltre, le grandi città, da sempre fulcro delle supply chain come centri di alto consumo e bacini di manodopera, stanno diventando ancora più centrali in questo nuovo modello di produzione localizzata.
Ciò che sorprende è il motore principale di questa trasformazione: non sono più i costi della manodopera (36%) o le tariffe doganali (37%), ma l’affidabilità energetica (40%) il fattore determinante nelle decisioni di localizzazione. Inoltre, il 90% delle organizzazioni è disposto a pagare prezzi premium per infrastrutture energetiche affidabili, e i tipping point sono chiari: il 79% sarebbe pronto a ricollocarsi dopo aumenti dei costi logistici del 16% o superiori, mentre il 78% lo farebbe dopo soli 1-5 blackout importanti all’anno.
Federica Maria Rita Livelli
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Novembre 2025 de Il Giornale della Logistica


