Nel contesto attuale della logistica, caratterizzato da crescente complessità operativa e pressione sulle performance, l’innovazione non può più essere letta solo in termini di automazione e tecnologia di processo. Diventa sempre più centrale anche l’evoluzione degli strumenti a supporto dell’operatore, soprattutto nelle attività più ripetitive e fisicamente impegnative, dove il benessere delle persone incide direttamente sulla continuità operativa.
Mansioni come picking e ripallettizzazione, svolte per molte ore e spesso su più turni, possono risultare logoranti per la schiena. È un tema che non riguarda solo ergonomia e sicurezza: alla lunga si riflette anche sulla capacità delle aziende di coprire i turni e sulla crescente difficoltà nel reperire e trattenere personale sulle attività più gravose.
MOVI, l’esoscheletro per la movimentazione manuale
In questa direzione si inserisce la recente sperimentazione condotta da Inovys Logistic, dove è stato testato l’utilizzo di MOVI, l’esoscheletro per la movimentazione manuale sviluppato da Proteso. Il progetto nasce con un obiettivo chiaro: valutare soluzioni innovative in grado di ridurre il carico fisico sugli operatori, mantenendo al contempo standard elevati di efficienza e qualità.
In particolare, l’attenzione si è concentrata su attività caratterizzate da:
- movimenti ripetitivi
- sollevamenti frequenti
- posture potenzialmente affaticanti
- ritmi intensi e continuità su turni, dove la soluzione deve integrarsi senza rallentare l’operatività
L’introduzione dell’esoscheletro MOVI si inserisce quindi in un approccio più ampio di analisi e ottimizzazione dei processi, dove la tecnologia viene testata in modo concreto, direttamente sul campo. Un punto chiave della sperimentazione è stato verificare non solo il beneficio percepito, ma anche l’adozione reale: molte tecnologie promettenti, esoscheletri inclusi, non entrano nella routine quotidiana se risultano ingombranti, scomode o poco compatibili con ritmi e spazi del magazzino. In altre parole, se “intralciano”, il gioco non vale la candela.
La sperimentazione sul campo
La sperimentazione è stata strutturata coinvolgendo un gruppo selezionato di operatori, monitorando l’impatto dell’utilizzo degli esoscheletri durante le normali attività di magazzino. Il test ha previsto:
- affiancamento iniziale per l’utilizzo corretto del dispositivo
- osservazione diretta delle attività operative
- raccolta di feedback qualitativi da parte degli operatori e del team HSE
- analisi comparativa delle performance
Questo approccio ha permesso di valutare non solo l’efficacia tecnica dello strumento, ma anche il suo livello di integrazione nei flussi operativi reali.
Gli esoscheletri testati appartengono alla piattaforma MOVI di Proteso: un esoscheletro lombare attivo pensato per supportare la schiena nelle fasi di movimentazione intensa tipiche della logistica. Il requisito progettuale è chiaro: supporto concreto senza intralci operativi. In questo senso, la leggerezza e la compattezza diventano fattori determinanti. MOVI è il più leggero e compatto della sua categoria con 4.5 kg ed è progettato per essere indossato e utilizzato nelle attività quotidiane senza limitare i movimenti.
Dalle prime evidenze raccolte emergono alcuni elementi rilevanti. Da un lato, l’utilizzo dell’esoscheletro ha evidenziato un miglioramento nella percezione dello sforzo fisico da parte degli operatori, in particolare nelle attività più ripetitive. I feedback qualitativi raccolti hanno inoltre sottolineato l’importanza di comfort e non ingombro, elementi decisivi per un utilizzo quotidiano e continuativo. Dall’altro, è emerso come l’efficacia dello strumento sia fortemente legata alla tipologia di processo in cui viene inserito: non tutte le attività beneficiano allo stesso modo dell’introduzione di questa tecnologia.
Un aspetto centrale è risultato essere l’equilibrio tra supporto ergonomico e fluidità operativa, elemento chiave per garantire continuità nelle performance.
In un settore dove l’efficienza è spesso misurata esclusivamente in termini numerici, diventa sempre più rilevante integrare anche strumenti in grado di migliorare la sostenibilità del lavoro nel tempo. Le evidenze raccolte durante la fase di test costituiranno la base per valutazioni successive, con l’obiettivo di comprendere in quali contesti l’utilizzo degli esoscheletri possa generare un reale valore operativo.







