È operativo da poche settimane nella Motor Valley DSV Proximity, il nuovo polo logistico integrato progettato per offrire soluzioni ad alta efficienza alle aziende del territorio. L’inaugurazione ufficiale si è tenuta il mese scorso alla Florim Gallery di Fiorano Modenese con l’evento “Driving Integration, il nuovo ecosistema logistico integrato”. Ad aprire i lavori Davide Uracchi, Managing Director di DSV Contract Logistics, che ha introdotto i temi della serata prendendo in prestito le parole del CT della Nazionale italiana di pallavolo femminile Julio Velasco: “I perdenti cercano alibi, i vincenti soluzioni”.
“In Italia – ha aggiunto – si possono fare cose meravigliose e noi, ponendoci come collante tra le aziende del territorio, ci siamo riusciti”.
Il progetto DSV Proximity riflette una visione operativa definita unconventional: è infatti orientato a superare i modelli logistici tradizionali per costruire una supply chain più integrata, efficiente e in sintonia con le dinamiche produttive del territorio.
Tradotto in concreto, significa che le attività in precedenza distribuite su dieci magazzini, ora sono accorpate nei tre edifici del nuovo hub, con evidenti ricadute in termini di efficienza su tutti i fronti.
Una visione locale in un contesto globale
DSV Proximity, ha precisato Maciej Walenda, Ceo Europe di DSV Contract Logistics, si inserisce in una strategia di DSV di più ampio respiro: la multinazionale danese, infatti, presente in oltre 90 Paesi con più di 160mila dipendenti, punta a coniugare presenza locale, efficienza operativa e sostenibilità, “rafforzando il legame tra logistica e industria, soprattutto in territori a forte vocazione manifatturiera come quello modenese”.
Il progetto ha ottenuto un riscontro positivo anche da parte delle istituzioni locali, che ne hanno riconosciuto il contributo alla valorizzazione di un’area dismessa e al miglioramento della sostenibilità logistica del territorio.
Un progetto di rigenerazione industriale
Il nuovo hub si estende su un’area di 100mila metri quadrati nel Comune di Maranello, all’interno di un’ex area industriale completamente riqualificata. Il sito è stato oggetto di un intervento di demolizione, bonifica e recupero, realizzato secondo criteri di sostenibilità ambientale aggiornati. L’intero complesso è composto da tre edifici – di cui due già operativi – interconnessi tramite un ponte per facilitare la gestione dei flussi in ingresso e in uscita. Il terzo edificio è attualmente in costruzione e sarà completato entro la fine del 2026.
“Con il completamento dei lavori e l’evoluzione dei servizi offerti – ha evidenziato Uracchi – DSV Proximity è destinato a diventare un riferimento stabile per la logistica integrata nell’industria italiana”.
Centralizzazione e semplificazione operativa
Uno degli aspetti più rilevanti del progetto è la riconfigurazione del network logistico: le attività, prima diffuse sul territorio, sono state concentrate nel nuovo hub, un assetto che ha permesso un incremento del 15% della superficie operativa disponibile e una significativa semplificazione dei processi, grazie alla riduzione di siti da gestire, trasferimenti interni e operazioni intermedie.
“Secondo le stime di DSV, il nuovo modello consente una riduzione del 45% nei tempi complessivi delle operazioni – ha rilevato Uracchi -, nonché una diminuzione del 45,7% nei chilometri percorsi quotidianamente dai mezzi e una riduzione del 33,3% dei veicoli in circolazione. Dati che indicano benefici concreti sia in termini di efficienza, sia sotto il profilo ambientale”.
Integrazione con i processi produttivi
DSV Proximity è stato progettato per offrire più della semplice movimentazione delle merci. All’interno del polo trovano spazio servizi a valore aggiunto come pre-assemblaggio, montaggio finale, controllo qualità e gestione sinergica con i fornitori.
In uno dei magazzini già attivi, personale di fornitori locali lavora direttamente all’interno della struttura, in stretta connessione con i flussi del cliente. Questa integrazione fisica e digitale consente di ottimizzare i lead time, ridurre gli handling superflui e migliorare la reattività della supply chain, allineandola meglio con i ritmi della produzione industriale.
“Abbiamo scommesso su un modello di logistica industriale non convenzionale per compiere un passo avanti nell’area del modenese, dove operiamo da anni, e per rendere più efficienti i processi dei nostri partner lungo la supply chain”, ha concluso Uracchi.
Emanuela Stifano
Estratto dell’articolo pubblicato completo sul numero di Ottobre 2025 de Il Giornale della Logistica


